A lezione di tiro dal texano ubriaco

Da parecchi anni ormai nelle scuole italiane è in vigore il sistema dei crediti formativi, una sorta di “punteggio” ottenuto grazie alla media dei voti e alle attività extracurricolari, che andrà ad influire sul voto finale dell’esame di maturità. Gli studenti sono quindi incoraggiati a partecipare ad altre attività formative oltre alle lezioni. Queste attività possono essere offerte dalla scuola stessa o da altri. E fin qui tutto bene. Lodevole direi.

Va un po’ meno bene quando andiamo a vedere quali attività consentono l’assegnazione dei crediti, attività che quindi sono considerate in qualche modo “formative”. È saltato fuori pochi giorni fa che alcune scuole di Frascati e dintorni considerano formativa una certa conferenza che si terrà venerdì prossimo nell’ambito della rassegna Frascati Ambiente, organizzata, fra gli altri, dall’associazione Italia Nostra. Nulla di strano, se non fosse che la conferenza si intitola È possibile prevedere i terremoti? ed il relatore è nientemeno che Giampaolo Giuliani.

Per i soliti due o tre lettori che avessero vissuto su un altro pianeta, Giampaolo Giuliani è uno che di lavoro farebbe il tecnico nei laboratori di fisica delle particelle del Gran Sasso, ma che per hobby va in giro sostenendo di poter prevedere i terremoti con largo anticipo grazie ad un metodo di sua invenzione basato sulle emissioni di radon e sulla posizione reciproca di terra sole e luna. Destarono molto scalpore le sue dichiarazioni secondo cui avrebbe previsto il terremoto dell’Aquila del 2009 e altri terremoti verificatisi in Italia.

La correlazione tra terremoti ed emissioni di Radon è ben conosciuta, e fu studiata in California negli anni 70 e in seguito a Taiwan. Sono stati effettuati anche degli studi in Italia, negli anni 90. Si è scoperto che tali emissioni possono avvenire in taluni casi nelle ore precedenti o in quelle successive ad un terremoto. Il problema tuttavia è che nella maggior parte dei casi le emissioni di Radon ci sono senza che segua alcuna scossa, dimostrandosi quindi del tutto inutili come sistema predittivo.

texas

Il metodo del Texas Sharpshooter

Il metodo che Giuliani usa per “prevedere” le scosse in realtà non ha nulla a che fare né col radon né col perielio del sistema terra-luna né con l’addensarsi dell’energia nelle faglie. Il metodo usato da Giuliani è quello noto come the texas sharpshooter (il tiratore texano). Si tratta di una tecnica piuttosto semplice: immaginatevi un texano ubriaco che spari con la sua pistola contro un muro. I suoi proiettili colpiscono più o meno a caso, ma in certe zone del muro ci saranno più buchi di proiettili che in altre. Una volta finiti i colpi il nostro texano si avvicinerà al muro e dipingerà dei bersagli nei punti in cui ci sono più buchi. Quando arriveranno i suoi amici il cowboy non dovrà fare altro che vantarsi: «guardate!» dirà «sono un gran tiratore, ho colpito i bersagli un sacco di volte e solo pochi colpi sono andati fuori!».

Così fa Giuliani: emette parecchie previsioni, tutte molto vaghe sia sul luogo che sul momento della scossa, ma tutte incentrate più o meno su zone sismiche. È  questione di semplice probabilità che prima o poi in una delle zone interessate dalle previsioni (o nelle sue vicinanze) un terremoto si verifichi sul serio. A quel punto Giuliani non deve far altro che dire «Io l’avevo detto!» e mostrare la sua previsione corretta.

Il problema sorge quando qualche amico poco furbo ci casca e decide di farsi dare lezioni di tiro dal texano ubriaco. Sicuramente non imparerà a sparare, e potrebbe anche fare male a qualcuno. La diffusione senza contraddittorio, e di fronte ad una platea “sensibile” come quella costituita dagli studenti delle scuole superiori, di fesserie come quelle propagandate da Giuliani di certo non può essere definita formativa, e le scuole che incoraggiano gli studenti a parteciparvi vanno contro la loro stessa funzione.

Sulla questione per fortuna sono intervenuti quelli di Dibattito Scienza, che hanno deciso di scrivere una lettera di protesta ai dirigenti scolastici e agli organizzatori della manifestazione. Sul caso ha scritto anche Le Scienze e vari blogger decisamente e giustamente indignati che ad idee antiscientifiche di questo genere venga data tale dignità.

C’è tempo fino a stasera per aggiungersi ai firmatari della lettera. Si possono inviare le proprie adesioni a petizionegiuliani@outlook.com. Di seguito il testo integrale della petizione coi primi firmatari.

Ai signori Dirigenti Scolastici e Consigli di Classe:

Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” – Via Cesare Minardi 14 – Frascati
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “M. Pantaleoni” – Via B. Postorino 27 – Frascati
Liceo Classico “Marco Tullio Cicerone” – Via Fontana Vecchia 2 – Frascati
Istituto Tecnico Commerciale “Michelangelo Buonarroti” – Via Angelo Celli 1 – Frascati
Liceo Scientifico “Bruno Touschek” – Via Kennedy – Grottaferrata
Scuola Superiore “Giovanni Falcone” – Via Garibaldi,19 – Grottaferrata
Scuola Superiore “San Nilo” – Piazza Marconi, 7 – Grottaferrata
Istituto Salesiano Villa Sora – Via Tuscolana, 5 – Frascati

e, per conoscenza:
Italia Nostra – Settore Educazione al Patrimonio –educazioneformazione@italianostra.org

Oggetto: Crediti formativi per conferenza Giampaolo Giuliani

Egregi Signori,

scriviamo per richiedere una vostra presa di posizione in merito all’evento del titolo “È possibile prevedere i terremoti?”, che si terrà il 19 Aprile a Frascati. Questo evento prevede la presenza di Giampaolo Giuliani, che ha recentemente fatto parlare di sé perché sostiene di poter prevedere i terremoti osservando le emissioni di radon, affiancato da Leonardo Nicoli, direttore della Fondazione Giuliani.

Dobbiamo con rammarico osservare che un’associazione meritoria, Italia Nostra, offra il proprio patrocinio a un evento in cui un signore che si muove all’esterno della comunità scientifica può liberamente divulgare le sue opinabili ipotesi su un tema alquanto delicato e sensibile, il tutto senza alcun contraddittorio. Certamente ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, il rammarico nasce dalla perentorietà di certe affermazioni del signor Giuliani, che non risultano a tutt’oggi verificate (vedi approfondimento allegato), diffuse sull’onda emotiva in un paese che negli ultimi anni ha avuto a che fare con eventi sismici particolarmente distruttiviIl rammarico si trasforma però in sdegno nell’apprendere che la partecipazione a questo incontro verrà considerata come credito formativo per gli studenti, nonostante non ci sia alcun riconoscimento ufficiale delle idee del Sig. Giuliani, né da parte del MIUR né da parte di altri Istituti che si occupano di territorio, a qualunque titolo.

Una cosa che vorremmo fosse insegnata agli studenti è che qualunque teoria riguardante fenomeni naturali deve umilmente sottoporsi al giudizio di tutti coloro che studiano, nei vari aspetti, questo stesso fenomeno (peer-review). Questo giudizio dovrà avvenire attraverso procedure standard, che non possono prescindere da metodologie condivise di indagine; dall’elaborazione di ipotesi e previsioni potenzialmente verificabili; da adeguata pubblicazione dei risultati sperimentali; dal controllo di esperti indipendenti; dalla verifica sperimentale indipendente delle ipotesi formulate, ecc.

L’insieme di queste procedure non è un capriccio di qualche fantomaticoestablishment; al contrario, queste regole hanno lo scopo di garantire una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esse costituiscono il metodo scientifico, che si è andato costruendo nel corso dei secoli con il contributo di tutti coloro che si occupano di Scienza e di Conoscenza, nella consapevolezza che la conoscenza scientifica ha come giudice unico la Natura stessa, non un’autorità terrestre, non sicuramente l’opinione pubblica. Chi si colloca al di fuori di queste pratiche collaudate – che, proprio in virtù del fatto di ammettere la possibilità di errore, forniscono gli strumenti per individuarlo e correggerlo – si colloca al di fuori del mondo della scienza.

Purtroppo – e l’esame delle cause sarebbe lungo e complesso – in questi ultimi anni in Italia stiamo assistendo al fiorire di sedicenti “ricercatori indipendenti” in vari campi del sapere; personaggi che si fanno vanto dell’essere “emarginati dalla scienza ufficiale”, e trovano così la maniera di diventare noti all’opinione pubblica, propugnando fantomatiche “scoperte eccezionali”, rifiutate a causa di chissà quali indegni complotti. Questivenditori di illusioni giocano spesso con la sofferenza delle persone, e trovano chi li sostiene per meri interessi politici, ideologici od economici.

Contemporaneamente viene sottovalutato, non finanziato, ostacolato il lavoro di tanti ricercatori seri (spesso precari e malpagati) la cui colpa è quella di non far parte del grande circuito mediatico, di non “far notizia”. Il vero scandalo non è il presunto ostracismo verso Giuliani o quelli come lui: il vero scandalo è che l’Italia destina sempre meno risorse alla ricerca seria, all’Università, all’Istruzione, mettendo una seria ipoteca sul nostro futuro come nazione sviluppata e costringendo molti dei nostri ingegni più brillanti a trasferirsi all’estero. Dare legittimità agli outsider come Giuliani di certo non aiuta a muoversi in questa direzione.

In conclusione chiediamo a tutti voi, Dirigenti Scolastici e Docenti, di dare la massima visibilità a questo documento e di non riconoscere, in sede di consiglio di classe, crediti formativi a fronte della presentazione dell’attestato di frequenza all’evento. Possiamo suggerire, in alternativa, la partecipazione all’incontro “La previsione dei terremoti: tra miti e realtà” di Warner Marzocchi, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, che si terrà il 18 aprile ore 16-18 presso il Dipartimento di Fisica, Università la Sapienza, Aula Amaldi.

Ci auguriamo, ove possibile e compatibilmente con il carico didattico, che quanto scritto funga da stimolo per aprire una discussione con gli studenti sull’importanza di una corretta e rigorosa informazione scientifica.

Distinti saluti.

Marco Fulvio Barozzi, blogger scientifico e insegnante
Luca Di Fino, ricercatore TD Dip. Fisica, Università Tor Vergata
Aldo Piombino, blogger scientifico
Simone Angioni, chimico, Università di Pavia, Segretario Associazione Culturale Scientificast
Marzia Bandoni, esperta e-learning
Martino Benzi, ingegnere
Paolo Bianchi, blogger scientifico, Associazione Culturale Scientificast
Marco Casolino, Primo Ricercatore INFN e Dip. Fisica, Università Roma Tor Vergata
Pellegrino Conte, professore associato di Chimica Agraria, Università degli Studi di Palermo
Carlo Cosmelli, docente di Fisica, Dipartimento di Fisica, Università Roma Sapienza
Marco Ferrari, giornalista scientifico
Mario Genco, Dibattito Scienza
Milena Macciò, Dibattito Scienza
Silvano Mattioli, Dibattito Scienza
Marco Messineo, fisico, Dibattito Scienza
Silvia Onesti, Elettra-Sincrotrone Trieste
Daniele Oppo, cronista free lance e blogger
Giuseppe Perelli, studente di dottorato in Scienze Computazionali e Informatiche
Lisa Signorile, biologa e blogger scientifica
Fabrizio Tessari, Dibattito Scienza
Luca Vanini, studente in Ingegneria Meccanica
Bruna Vestri, blogger
Veronica Zaconte, fisico
Ignazio Verde, primo ricercatore, CRA – Centro di Ricerca per la Frutticoltura, Roma

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3 thoughts on “A lezione di tiro dal texano ubriaco

  1. Sono capace anche io a fare “previsioni” come il signor Giuliani: domani ci saranno dei terremoti. Sarà sicuramente così visto quanti se ne verificano giornalmente senza che la gente comune se ne accorga.
    Il fatto che abbia “previsto” il terremoto che ha colpito l’Abbruzzo nel 2009 credo fosse puramente casuale.

  2. Pingback: Contro i crediti per la conferenza di Giuliani. Tutti i partecipanti | Background noise

  3. Pingback: Il texano ubriaco – Aggiornamento | Infinite forme bellissime e meravigliose

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