Cosa è successo davvero a Milano

Il resoconto dell’occupazione di uno stabulario dell’università di Milano, accompagnato da alcune considerazioni, l’ho già fatto nel mio ultimo post. Oggi tuttavia mi sono arrivate le testimonianze di chi in quello stabulario ci è entrato dopo che i cosiddetti animalisti se ne erano andati, di chi è dovuto entrare lì per rimettere a posto il casino e cercare di capire come andare avanti.

Prima di mostrare cos’hanno trovato, vediamo come appariva lo stabulario quando gli attivisti vi si sono introdotti. Le foto seguenti sono state diffuse dal coordinamento “Fermare Green Hill” tramite il suo sito web e la pagina facebook ufficiale.

Innanzitutto in una panoramica dello stabulario abbiamo una veduta d’insieme delle gabbie dei topi. Queste appaiono pulite e perfettamente ordinate, di dimensioni standard e tutte rigorosamente a norma, con recipienti per il cibo e per l’acqua. Vediamo anche un lavandino, che sta lì per ovvie ragioni.

In un’immagine più ravvicinata vediamo in dettaglio una delle gabbiette. Sono confermate le dimensioni, ed inoltre si vede che la gabbia contiene due animali, che quindi hanno tutto lo spazio loro necessario. Gli animali inoltre appaiono in ottime condizioni.

Ci viene fornito anche un dettaglio delle gabbie dei conigli. Anche qui dimensioni standard, più o meno le stesse di una gabbia casalinga. Anche qui le gabbie appaiono ordinate e pulite, nonché fornite di cibo. Un solo animale per gabbia, e in ottime condizioni.

L’immagine più nota è quella dell’attivista incatenato, che tiene in braccio un coniglio. Alla faccia dell’empatia che costoro sostengono di provare, il tizio non si accorge che l’animale è evidentemente terrorizzato. E non c’è da stupirsi, dato che è stato strappato al suo ambiente da uno sconosciuto.

Infine si vedono gli attivisti col loro bottino. Si prega di notare i recipienti: quegli scatoloni, che in origine erano bidoni per i rifiuti sanitari, contengono ciascuno una trentina di topi.

Qui già si possono fare alcune considerazioni. Immagino che questi attivisti fossero in buona fede e che credessero di stare facendo il meglio per quegli animali, immagino che non sapessero che portandoli fuori dall’ambiente asettico del laboratorio lo stavano condannando a morte, e ad una morte orribile fra atroci sofferenze, ma non ci vuole un genio per capire che stipare così tanti animali in uno spazio così ristretto (non fate caso all’altezza delle scatole, gli animali, ovviamente, dovevano poggiarsi tutti sul fondo, circa 50 cm di spazio) non fa certo bene. Posso solo immaginare lo shock (fisico e psicologico) subito dagli animali.

Veniamo ora a quello che è stato trovato dopo. Le immagini seguenti provengono dai ricercatori e dagli studenti entrati in seguito per controllare i danni e rimettere in ordine. Mi ero immaginato che gli “animalisti” (che tanto animalisti non sono) si fossero limitati a scambiare gabbie e cartellini di posto e a trafugare la documentazione, ma invece, quando i ricercatori sono entrati, questo è quello che si sono trovati di fronte:

I vandali avevano devastato tutto, aprendo le gabbie e rovesciandole. Gli animali vagavano in giro disorientati e spaventati. Strappati all’ambiente conosciuto in cui avevano sempre vissuto e trapiantati improvvisamente in un universo sconosciuto, molto più grande e spaventoso. Alcuni cercavano di rientrare nelle gabbie rovesciate. Alcuni erano incastrati sotto le gabbie stesse. Quando i ricercatori sono entrati molti si sono diretti subito verso di loro, quasi a chiedere alle mani ben conosciute di essere rimessi al sicuro.

Questo è ciò che quelli di “Fermare Green Hill” intendono per “salvare gli animali”. Di fronte a questo scempio alcuni, principalmente giovani studentesse, sono scoppiati in lacrime. C’è chi ha perso tutti gli animali e quindi non può portare avanti più nessun progetto. C’è chi vede una tesi allontanarsi o una pubblicazione sfumare. Ma il dolore più grande è quello di chi di quegli animali si prendeva cura, di chi li conosceva uno per uno, di chi, veramente, si occupava ogni giorno del loro benessere.

Oggi gli antivivisezionisti fanno sapere che il coniglio è già stato adottato, mentre per i topi stanno incontrando difficoltà. Non mi stupisce: il coniglio è un animale “puccioso”, il topo no. Una volta passata la sindrome di Bambi questi animali non li vuole nessuno.

Mi rivolgo ora agli animalisti. Non quelli di cui parla quest’articolo, con loro ho perso la speranza. Mi riferisco agli animalisti veri, quelli che hanno veramente a cuore gli animali. Quelli per cui il benessere dell’animale conta di più di fare casino e andare sui giornali, quelli che preferiscono agire in maniera ragionata piuttosto che fare danni solo per ottenere visibilità. Quelli che preferiscono adottare un bastardino in un canile piuttosto che un beagle da 300 euro proveniente da un allevamento esclusivo.

Mi rivolgo a voi e vi faccio una domanda: davvero pensate che sia questo il modo giusto? Davvero credete che azioni come questa portino da qualche parte? Che facciano bene a qualcuno? Poter fare a meno degli animali nella ricerca biomedica, per quanto possiate non crederci, è l’obiettivo di tutti, anche dei ricercatori. Anche se fossimo tutti quei sadici torturatori che alcuni amano immaginare, le procedure senza animali sono comunque più pratiche, più veloci, più pulite e, cosa di non poco conto, più economiche. Quando usiamo un animale è perché proprio non ne possiamo fare a meno, e la cosa non fa piacere a nessuno.

Cosa può fare un animalista per questo? Un animalista intelligente, intendo. Tanto per cominciare potrebbe mettere a frutto la sua intelligenza. Se ad esempio studiasse veterinaria potrebbe specializzarsi in benessere degli animali da laboratorio. Questi veterinari sono quelli che affiancano i ricercatori e si occupano di garantire che gli animali negli stabulari vivano nelle migliori condizioni possibili. Oppure potrebbe studiare biologia e dedicarsi alla ricerca di base, in modo da proseguire quel processo, in atto da decenni, per il quale in base al principio delle tre R si sta riducendo ogni giorno il numero di animali utilizzati. Se invece non ha competenze scientifiche e/o non desidera averle può sempre impegnarsi a sostegno di quei centri che portano avanti questa ricerca, come il CAAT o l’ECVAM. Oppure può impegnarsi per garantire il rispetto della normativa vigente, che prevede ispezioni sanitarie e comitati etici, o ancora può lavorare a fianco dei ricercatori nel produrre normative migliori, come hanno fatto quelle associazioni animaliste che hanno collaborato alla stesura della Direttiva europea 2010/63 sulla sperimentazione animale.

Davvero pensate che devastare uno stabulario, con grave danno anche agli animali stessi, possa portarci da qualche parte? Davvero non riuscite a capire che i cambiamenti importanti si ottengono percorrendo la strada più lunga e difficile a piccoli passi, e che scorciatoie non ne esistono? Davvero avete rinunciato al buon senso?

Edit: mi è stato segnalato che le foto degli stabulari devastati sono state ricevute e diffuse originariamente dal gruppo “A favore della sperimentazione animale” sulla propria pagina facebook. A loro vanno i miei ringraziamenti.

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100 thoughts on “Cosa è successo davvero a Milano

  1. Nel mondo gli invasati, gli esagitati, i violenti, gli xenofobi, i razzisti, semplicemente ***esistono*** . Tentare di “ragionare” con loro è del tutto vano, sono una setta, vivono di sole emozioni “di pancia”, sono estremamente irrazionali, ignorantissimi, manipolatori estremi, ricattatori, si fingono vittime, incapaci di relazionarsi.
    Gli “animalisti intelligenti” sono il 5%; quasi tutti non sanno nulla di medicina, fisiologia, anatomia, biologia. Chi scrive è un semplice psicologo “insignificante”, non è un premio nobel, ebbene solo per preparare una banale tesi di laurea che ora giace in qualche cassetto (si spera) dovette vagliare quasi 1.000 dico mille articoli (http://massimodangeli.wordpress.com/psicologia-e-altro/bibliografia-estesa-della-mia-tesi-di-laurea-sui-movimenti-oculari-rem-dei-neonati/) ; tutti i medici, gli psicologi, i farmacisti, i ricercatori, i neurologi, gli oncologi, studiano mille volte di più. Quasi tutti gli animalisti invece studiano mille volte meno, ma gridano mille volte di più; la loro è solo comunicazione “emotiva”, scie di sangue, visi di animali (solo e rigorosamente mammiferi simili all’uomo…). Perché non dicono nulle dei miliardi di miliardi di pesci pescati ogni giorno che muoiono semplicemente … asfissiati ?! Perché a livello emotivo i pesci sono percepiti meno simili a loro (alla faccia del no-razzismo!) e quindi suscitano meno empatia. Ma soffrono lo stesso.
    Con loro non si può ragionare.
    Secondo me li si può affrontare solo con paradossi, provocazioni, trappole; mai prenderli sul serio, ma scherzarci, bisogna cercare di essere più stupidi di loro, non più seri (http://massimodangeli.wordpress.com/2013/04/21/no-vivisezione/) .

    • Non sono del tutto d’accordo con te quando scrivi che gli animalisti intelligenti sono una minoranza. Invece penso che quelli meno intelligenti facciano molto più rumore (meno sei in grado di sostenere un’argomentazione e più hai bisogno di urlare) e quindi abbiano molta più visibilità

      • Certamente io non ho dei dati numerici; mi fai constatare che anche io sono influenzato dai media. Il termine “animalisti intelligenti” lo hai coniato tu! 😉 io li definirei “animalisti ignoranti” ciao 🙂

      • E’ come la vecchia storia dei fanatici di una determinata religione (non ha importanza quale). Quando accade un episodio di terrorismo, le persone di buon senso e tolleranti come te direbbero: non si può fare di tutta l’erba un fascio, ci sono anche i credenti moderati, pacifici, che non desiderano la violenza. Vero (forse): ma dove sono? Si fanno mai sentire? Si dissociano pubblicamente dall’episodio di violenza? Lo condannano apertamente? Esprimono le loro moderate opinioni sui media? No, mai. Allo stesso modo gli animalisti intelligenti. Non esistono, o se esistono sono una minoranza insignificante, che non fa sentire la sua voce, che non si dissocia pubblicamente dagli antivivisezionisti, che non denuncia il ritardo mentale dei fanatici ignoranti, che magari sotto sotto approva ciò che fanno “così gliela fanno vedere, ai cattivi torturatori al soldo delle multinazionali”. E allora, come per i terroristi, si chiamino queste persone per quello che sono: criminali, che hanno commesso un reato e per questo devono essere severamente puniti. Non ci sono mezze misure. Non si può sempre stare zitti e subire la violenza dei criminali.

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  3. Il problema vero è che a certi “animalisti” (che purtroppo sono la maggioranza di chi “difende” gli animali) degli animali in realtà non gliene frega nulla.
    Il loro è odio verso la scienza (e spesso verso gli esseri umani in generale, non solo verso gli scienziati), non amore per gli animali.
    Saluti,
    Mauro.

  4. Un appunto: nel penultimo paragrafo c’è un ossimoro: “Animalista intelligente”.
    Mai visto uno in vita mia, è come l’araba fenice.

  5. Non ha attinenza con l’argomento, solo penso che avresti dovuto citare chi ha coniato il termine “effetto Bamby”. Così, per correttezza.

  6. Spero solo che la scienza quanto prima smetta di fare esperimenti sugli animali e si dedichi soprattutto alle cellule. Questo è l’unico modo per smettere con questa lotta tra animalisti ( io amo gli animali) e scienziati ( sono un tecnico di laboratorio). Ne ho visti troppo di esperimenti mal studiati o mal riuscito sulla pelle di quelle bestie.

    • La realtà è fatta di tanti aspetti, e sarebbe interessante conoscere il motivo per cui la “vivisezione” riceve un interesse così grande (quantità), e dai toni così accesi (qualità).
      Uno dei tanti problemi della realtà è anche un argomento-tabù, il tabagismo: ma non riceve analogo interesse né per quantità né per i toni. Ma sono uccisi (non soffrono meno dei cagnolini) 240 fumatori al giorno in Italia, 15.000 nel mondo. Ogni anno sono uccisi 5.400.000 fumatori (dati OMS). Come mai non ci si interessa di questo problema, certamente più importante ? Inoltre nessuno e nulla impedisce agli animalisti di offrirsi loro stessi come cavie …. comodo cliccare “Mi piace” stando in ottima salute, usando tecnologie avveniristiche, in poltrona, eh ?
      http://www.contro-il-tabagismo.it/index.php/perche-contro-il-tabagismo/

    • L’uso di colture cellulari comprende l’uso di colture di cellule primarie (sacrificio di animali, solitamente topi), l’uso del Fetal Bovine Serum (sacrificio di animali, ossia degli feti bovini), senza dimenticare la produzione di anticorpi, soprattutto i policlonali, che provengono da topo, ratto, coniglio, capra, asino, porcellino d’india, pollo, … e in parte dei casi l’animale viene sacrificato.

      • Il fetal bovine serum è un sottoprodotto ottenuto dai macelli, e non richiede il sacrificio apposito di feti bovini, a dispetto del nome. Le colture primarie possono essere ottenute anche con biopsia, quindi non richiedono necessariamente sacrificio di animali. E la produzione di anticorpi policlonali avviene sotto anestesia e non richiede l’uccisione dell’animale (che anzi si vuole lasciare vivo, così che produca più anticorpi). Per favore, fai una visita a un laboratorio qualsiasi con un biologo di cui ti fidi e informati sul serio.

    • Da tecnico di laboratorio dovresti sapere che certi test solo su cellule non hanno il risultato reale che possono avere su un organismo. Alla fine io non credo ci saranno mai metodi alternativi del tutto sostitutivi (tranne in rari casi), ma solo più complementari possibile e che riducano di moltissimo (come è già successo negli ultimi anni) l’uso di animali, che non sarà mai abolito proprio perché lo scopo della ricerca biomedica è applicare il risultato su un organismo biologico (ovvero l’uomo) e testarlo su un modello sarà sempre necessario.
      Inoltre, anche una semplice coltura cellulare richiede che nel mezzo di coltura ci sia siero fetale bovino per una corretta crescita. Da dove pensi venga questo siero se non da un vitellino ucciso ancora nell’utero materno? Quindi neppure le colture cellulari possono definirsi “etiche” come gli animalisti fanno credere.

    • nessuno fa esperimenti animali per divertirsi, la sperimentazione su singole cellule è un livello che (come risulta ovvio a chiunque abbia nozioni di base di biologia) non può offrire un modello di effetti biologici in vivo. il livello successivo è la sperimentazione umana, quando il modello animale non è affidabile per un inferenza sull’uomo. cellula, animale vivo e uomo sono semplicemente diversi e non intercambiabili (l’ultimo spesso per motivi etici più che tecnici)

  7. Trovo fuorviante raccontare l’evento in questi termini…ad ogni modo nelle conclusioni sei stato giusto e gentile. Ribadisco però che non puoi permetterti di raccontare l’evento a partire da foto e testimonianze a posteriori. La foto del topo schiacciato è chiaramente una vendettina stupida e senza cuore, il coniglio domestico non sta in gabbie dalle simili dimensioni, il coniglio abbracciato potrà anche essere terrorizzato ma è una tua interpretazione, e sicuramente starà meglio adesso di prima. Trovo l’impegno degli animalisti fondamentale per il progresso verso un mondo migliore in cui l’uomo sia più empatico con l’universo intero; e l’intelligenza non è un requisito fondamentale, perché chi mostra affetto e interesse incondizionato per la condizione dei più deboli non dovrebbe essere zittito dal branco. L’unico dato da citare in questo tipo di discussioni è che più del 90 percento dei farmaci o delle metodologie testate sugli animali non passa la successiva fase di sperimentazione umana, e che più del 90 percento di esperimenti sugli animali a scopo medico sono orientati alla pubblicazione di fatti scientifici sterili. Spero di essere stato chiaro come lo sei stato tu nelle tue conclusioni ispiratrici! Ciao

    • Io spero solo che non ti venga una malattia neurodegenrativa oppure un cancro, perche’ sarebbe paradossale che tu vada a curarti o chiedere aiuto alle stesse persone che si basano su dati STERILI per curare tale malattia. LOL. Epic Paradox of the year. Non te lo auguro, certo. Ma senza quelle STERILI ricerche non prenderesti l aspirina, non sapresti come avviene la fecondazione o non sapresti che per curare il diabete servono iniezioni di insulina.
      Da un altro punto di vista, se non vuoi sottoporti a queste cure basate su anni di studi STERILI, beh lasciati morire con un influenza o con un altra malattia curabile.
      Esempio di dato STERILE: studio su una famiglia ha trovato una mutazione su un fattore di trascrizione. Test STERILI come li chiami in laboratorio su quei TOPI artificialmente prodotti (spero tu sappia che sono prodotti in laboratorio e non in natura) hanno colmato alcuni tasselli. Altri studi successivamente sempre STERILI hanno notato una selezione positiva di questo fattore di trascrizione. Toh, studi STERILI hanno dimostrato che senza questo gene noi, essere umani non potremo parlare. Ma suvvia, si trattano di studi STERILI.

      • Quello di cui parlava Giovanni è, testualmente, “il 90% degli esperimenti su animali”. Magari puoi discutere della percentuale, ma a livello logico portare degli esempi di esperimenti su animali che si sono rivelati utili non nega affatto l’affermazione che molti altri non lo siano, e questo immagino tu lo sappia bene; semplicemente hai dato alle frasi di Giovanni l’interpretazione che ti era più comoda per rispondere.
        Ad oggi ci sono tantissimi test ed esperimenti sugli animali futili, la percentuale di test che va ad influenzare ricerche su malattie gravi è molto piccola rispetto a quelli che vanno per pubblicazioni scientifiche fini a sé stesse sulle riviste, cosmetici (che comunque saranno vietati in UE per fortuna) o farmaci dalla più che dubbia utilità (oggi se ho mal di testa potrei scegliere tra sei bilioni di farmaci, ognuno testato, il cui effetto è uguale).
        Infine, il tuo “non ti auguro di ammalarti di qualcosa di grave, ma…” mi lascia il forte dubbio che in realtà non ti spiacerebbe affatto.
        Comunque nulla da ridire sull’articolo, sicuramente fatto da una persona intelligente e fa considerazioni giuste. Fa invece veramente arrabbiare chi usa il termine “animalisti” in modo dispregiativo come se fossero tutti ignoranti e irrazionali. Purtroppo come tutte le cose etiche c’è una grossa componente emotiva, ma chi usa la testa c’è.
        Ciao ciao

      • È un fatto che più del 90 percento dei test su animali è orientato alla pubblicazione, non alla soluzione di problemi reali. Ti linkerò un’indagine seria e critica fatta dall’interno del sistema. Tu sembri stupido, ma ti tratterò da intelligente. Se oggi uso l’aspirina, prodotta da un’azienda diventata famosa per aver perfezionato il gas usato nelle docce di svariati campi di concentramento tedeschi, non comporta alcun paradosso. Sarebbe stupido non usare risultati che oggi abbiamo raggiunto anche grazie a strade sbagliate. Cos’è, devo morire perchè penso che si debba cambiare metodo? Alla fine tutto questo fatto ri-raccontato si è dimostrato una grande montatura e mistificazione…il discorso è molto semplice: degli animali sono stati salvati per una causa alta. Punto. Continuerò ad usare aspirina, continuerò a credere nella scienza, continuerò a credere che sia possibile e utile informare, resistere e parlare con imbecilli!

    • Non esistono dati scientifici sterili. ciò che a noi sembra non portare da nessuna parte, potrà dare conferma o fungere da trampolino di lancio, o da semplice dato rafforzativo, per qualche scoperta del domani. la conoscenza non è mai sterile.

    • Il tuo post ha un difetto critico, la frase “l’intelligenza non è un requisito fondamentale”. Lo è eccome, altrimenti convinto di fare del bene, otterrai solo di sprecare risorse e agire caoticamente.
      Emotivamente fai bene ad amare gli animali. Razionalmente ti rendi conto (spero) che per ottenere il miglior risultato devi esaminare le varie possibili soluzioni, valutare onestamente vantaggi e svantaggi e scegliere quella con il miglior rapporto tra questi. Le bacchette magiche in medicina come in qualsiasi altro campo non esistono, la vita è compromesso e scelta del male minore. Nessuno vuole sacrificare topolini per sport. Ma l’alternativa è sempre quella tra sacrificare topolini e rinunciare a possibili cure che danno sollievo a chi soffre. Se non capisci che la strada scelta è la migliore, allora la tua voce ha valore dal punto di vista personale, ma le tue argomentazioni no. Nel mondo reale, ci dobbiamo rispetto come persone, sempre. Le idee invece sono soggette a selezione. Quelle corrette sopravvivono, le altre sono scartate. E per evitare di insistere su idee sbagliate serve appunto l’intelligenza di valutarle. Non è “il branco” che zittisce gli ignoranti. E’ la dura realtà a farlo.

  8. Fazioso, semplicemente fazioso. Non discuto sul vandalismo, pessima scelta degli animalisti.
    Certo definire che gli animali in gabbia stiano meglio di animali messi in libertà… è proprio irreale.
    Scienza non tortura, ricerca non sadismo.
    Animali che fuori dal laboratorio “asettico” moriranno in fretta… sarei proprio curioso di vedere se entravate nella sala delle gabbie o nel laboratorio stesso sterilizzati a modo, se usavate mascherine e tutti i presidi necessari per la loro salute. Se le feci erano rimosse da ogni gabbia non appena depositate per evitare contaminazioni… ovviamnte a voce o per scritto direte di si… ho avuto modo di constatare il contrario in ospedale… figuriamoci in luoghi come uno studio di ricerca con cavie animali… in ogni caso buona lavoro… speriamo che troviate la cura alle malattie neurologiche dei topi e dei conigli… che proprio simili all’uomo non sono… non a tutti per lo meno.

    • grande ivano son d’accordo con te….tanto loro diranno le solite balle….qui stan bene .lo facciamo x voi…blablabla….peccato che tantissimi studi dicano il contrario…..il loro dna manco si avvicina al nostro..ma fa niente….continuate a torturali in nome di una pseudo scenza a favore solo delle grandi case farmaceutiche..altro che cura

      .

      • ecco due grillini in piena forma! nessuno aveva mai pensato alla mancanza di analogia tra animali e uomo, accidenti dovreste proprio farlo presente al mondo intero! “il loro dna manco si avvicina al nostro” è la frase migliore forse, e indica la cultura scientifica -o scentifica?- sterminata di chi scrive!
        ci sono riviste scientifiche intere dedicate alle analogie uomo-animali ai fini delle sperimentazioni. come sempre: http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Dunning-Kruger

    • Si lo si fa e ti do anche un semplice motivo, che puoi trovare non etico: un animale malato da risultati inaffidabili. Si chiama metodo scientifico e si cerca di minimizzare le variabili. Al di la’ di questo, perche’ produrre un modello animale che costa soldi e anni e poi non poterlo utilizzare perche’ malato?

      • Perchè si parla a vanvera solo per sentito dire? Il DNA del topo è > del 99% simile a quello dell’uomo. Più o meno lo stesso sono tutti gli altri mammiferi rispetto a noi (non sono sicuro ma comunque credo che la similitudine sia > 90%). Anche con gli insetti abbiamo cose in comune, non a caso viene fatta ricerca anche sui moscerini (però per loro non si fanno battaglie). Sembrerà assurdo, ma pensa un po’, anche le piante hanno il DNA, che a livello di struttura base è uguale a quello animale.

      • Ste questi sono quasi sottolineo ***quasi*** tutti invasati, ignorantissimi, esagitati, violenti. Non sanno nulla, per loro c’è Il Complotto mondiale e basta. Sono estremamente ignoranti, non hanno nemmeno i concetti-base di biologia che si insegnano alle medie, vivono in un mondo fatto esclusivamente di motivazioni crudeli, dove solo loro sono I Buoni. Certo che atteggiarsi a “buono” per aver salvato un animale ce ne vuole di prosciutto negli occhi …

    • Ma è questo il punto: come l’articolo dice chiaramente, sono animali da laboratorio creati apposta per la ricerca (un esempio sono i topi inbred cioè con un background genetico uguale ottenuti tramite incroci con linee parentali, dei “quasi cloni”, proprio per evitare la variabilità genetica tra gli individui) proprio per soddisfare le esigenze di ricerca (difatti esistono più modelli animali per diverse malattie e che correlano molto con il fenotipo riscontrato nell’uomo). È ovvio che siano destinati agli stabulari, che saranno l’unico ambiente che vedranno in vita loro, il loro unico mondo, al di fuori del quale non sopravviverebbero come animali selvatici che si sono adattati ad esso fin dalla nascita. In gabbia stanno bene perché hanno tutto ciò di cui necessitano e anche ai fini dell’esperimento devono essere il più sereni possibile, dato che anche lo stato di ansia e paura sono variabili tanto quanto lo è il background genetico, variabili che potrebbero inficiare il risultato dei test. Un po’ di raziocinio su.

  9. Vedo che chi ha scritto l’ultimo commento non ha idea di come funzioni uno stabulario. Scientificamente, la salute degli animali è di fondamentale importanza per la qualità degli esperimenti. Gli utenti devo sempre sterilizzassi, indossare guanti, mascherine sterili, sottopiedi sterili ed un camice che non deve lasciare lo stabulario. Ed è presente uno staff che si prende cura dell’igiene delle gabbie, il che significa spostare gli animali in gabbie pulite e sterili (non semplicemente pulire gli escrementi) e sterilizzare quelle sporche. Inoltre, per quanto possibile, lo stato di stress degli animali va ridotto a zero, perché anche quello ha un fortissimo impatto sui dati e sui risultati.
    Quanto al fatto che gli animali stiano meglio in gabbia che fuori, questi animali sono nati e cresciuti in cattività, quindi è proprio così, stanno meglio in gabbia che in un ambiente aperto, nel quale avrebbero difficoltà enormi ad adattarsi. Sarebbe come prendere un qualsiasi individuo, nato e cresciuto in città, e portarlo a vivere isolato su un isola deserta, aspettando che si arrangi da solo.

  10. a leggere certi commenti mi viene solo da dire “brutta roba l´ignoranza”! quello che colpisce è come gente che non ne sa veramente niente (e spesso non ha neanche a cuore veramente il benessere degli animali, altrimenti non direbbe certe fesserie) si erga a tutore dei loro diritti. Se solo queste persone avvessero possibilità di vedere come nei paesi occidentali gli animali da laboratorio sono trattati, e cone che competenza e attenzione la maggior parte degli addetti ai lavori svolge il proprio mestiere, inizierebbero a chiedere questa attenzione anche per il sistema sanitario! Ma chi dice certe cose lo sa che la stragrande maggioranza degli animali di laboratorio muore quasi subito in libertà perchè questi animali sono vergini dal punto di vista immunitario, e per questo devono essere protetti anche dagli operatori?! sono animali che vivono sempre in condizioni di quasi totale sterilità. e cmq anche quelli che ce la fanno muoiono in quanto hanno perso molti istinti e non sanno procurarsi cibo, nascondersi e scappare ai predatori e pericoli! ma siete coscienti delle fesserie che dite e del danno che questi atti dimostrativi fatti solo per affermare i vostri egosimi, fanno a questi animali?! vergogna!

    • leggo ora le condizioni, spero che il mio sfogo non sia considerato un insulto! sorry..

  11. Ocupandomi di mouse genetics da moltissimi anni, vi posso dire che i topi maschi dopo il primo accoppiamento, vengono tenuti in gabie singole, perché l’istinto detta loro di attaccare gli altri maschi. Sono assolutamente certo che i topi maschi, messi tutti insieme nell’ecobox, hanno iniziato ad attaccarsi e ad azzannarsi a vicenda. Solo un dettaglio che però rivela il grado di incompetenza degli autori di questo gesto.

    Inoltre questi sono animali in larga parte geneticamente modificati, ad esempio per consentire lo studio di mutazioni umane associate a malattie genetiche. Se verrà loro concesso di accoppiarsi, potrebbero diffondere nuove mutazioni dannose nello stock selvatico.

    Non ho altre parole.

  12. Da animalista che rispecchia la descrizione richiesta posso dire che l’azione è stata portata ,a mio parere,da poveri invasati ignoranti . Quello che sostenete voi però è altrettanto scorretto .Prima di tutto siete sicuri che i test su topi e conigli siano predittivi per l’uomo ? ovviamente no ,e lo sappiamo tutti . La frase “Quando i ricercatori sono entrati molti si sono diretti subito verso di loro, quasi a chiedere alle mani ben conosciute di essere rimessi al sicuro.” è ridicola , rimessi al sicuro ? … è chiaro che un animale allevato in gabbia e traumatizzato cercerà la sicurezza dell’habitat iniziale . Poi una domanda : cosa testavate? sicuri che per una pubblicazione o una tesi sia necessaria la vivisezione? Parliamo di tesi … quindi di studenti … e non mirisulta nei mie trascorsi veterinari che si testino cure importanti …. Cordialmente .

    • In base a cosa i test sugli animali non sono predittivi sull’uomo? Un conto e’ dire che non sono immediatamente applicabili all’uomo, un conto e’ dire che non sono predittivi. Puoi citarmi fonte scientifica (ossia uno o piu’ paper) che lo dimostrano? Cosa si studiava li’ e’ stato gia’ raccontato, puoi trovare le interviste dei ricercatori colpiti. Per il resto, non so quanto tu conosca la ricerca, ma tutti gli articoli di ricerca pubblicati sono frutto di PhD student, postdoc e studenti. Tutti.

      • tu mi puoi dimostrare che i test sui topi sono predittivi o il fatto che la comunità scientifica sia spaccata sull’argomento vivisezione non ti tocca? Puoi assicurarmi che non si svolgano gli stessi test per le stesse ricerche in ogni facoltà ? puoi assicurarmi che ogni animale vivsezionato lo sia stato per una ricerca di vitale importanza per il genere umano ? Vedi , io credo che se ci mettessimo tutti un pò più di buon senso le cose andrebbero meglio , circa 100 topi liberati e 6 conigli …quindi 106 ricerche diverse ? non credi anche tu che in certi ambienti (non dico questo ) si esageri un poco con i test sugli animali ? magari tutto questo va a discapito anche di chi li DEVE usare davvero per forza di cose e per una giusta motivazione .Chiaramente creare schieramenti serve solo ai solito noti da una parte e dall’altra .Mi dispiace chiaramente per quello che è successo e per il modo in cui è successo ,anche perchè liberare questi animali è servito solo a incattivire tutti , il problema va discusso alla radice con , ripeto , buon senso da parte di entrambe le parti , se non sarà così le cose andranno sempre per lo stesso verso , animalisti in lacrime , ricercatori in lacrime e risultati zero sia da una parte che dall’altra.

      • Scusami , non avevo letto alcuni contenuti del sito , noto chiaramente una presa di posizione netta e assolutamente immutabile ,come per alcuni animalisti (non la maggiorparte, come si dice , ma quelli che gridano e si mostrano con imprese come quelle che avete subito). Come si è detto in post precedenti , è del tutto inutile e infruttuoso cercare di discutere a meno di non cercare una facile polemica , cose che non voglio assolutamente . Mi scuso per avervi fatto perdere tempo .

      • “tu mi puoi dimostrare che i test sui topi sono predittivi o il fatto che la comunità scientifica sia spaccata sull’argomento vivisezione non ti tocca? Puoi assicurarmi che non si svolgano gli stessi test per le stesse ricerche in ogni facoltà ? puoi assicurarmi che ogni animale vivsezionato lo sia stato per una ricerca di vitale importanza per il genere umano ?”
        Le riviste scientifiche sono PIENE di modelli che sono passati dai topi all’uomo con successo. E’ chiaro che non succede sempre ma la sperimentazione ci permette di testare poi sull’uomo con un bagaglio di conoscenze che non avremmo potuto ottenere altrimenti.
        Il mondo scientifico NON è DIVISO sull’argomento, più del 90% degli scienziati è a favore della SA (vedere qui un’inchiesta: http://www.people-press.org/2009/07/09/public-praises-science-scientists-fault-public-media/).
        Le ricerche devono essere RIPETIBILI e questo è un requisito fondamentale della scienza, quindi E’ possibile che più animali vengano testati in università diverse per ricerche simili.
        “ricerca di vitale importanza per il genere umano” è cos’è di vitale importanza? Sta a te deciderlo? Nel 1905 uno scienziato spiegò perché degli elettroni uscissero da una piastra metallica solo se colpiti da una luce di un certo colore.
        Ti sembra di vitale importanza? indovina un po’, quello scienziato era einstein e grazie a quella scoperta abbiamo la tecnologia dei semiconduttori (ma sai di cosa si tratta?).

    • “tu mi puoi dimostrare che i test sui topi sono predittivi o il fatto che la comunità scientifica sia spaccata sull’argomento vivisezione non ti tocca?”
      – E’ dimostrato dalle migliaia di pubblicazioni su PubMed, Nature, e i vari journal accademici da decenni
      – Stai parlando di una spaccatura 99,999% – 0,001%, dove quello 0,001% non ha mai prodotto nulla di rilevante a favore della propria tesi o non è neppure del settore
      “Puoi assicurarmi che non si svolgano gli stessi test per le stesse ricerche in ogni facoltà ?”
      – Ci sono appunto le pubblicazioni scientifiche per questo, che sono disponibili a livello accademico. Non c’è niente di più brutto che reinventare la ruota, te lo assicuro (sono studente universitario).
      “puoi assicurarmi che ogni animale vivsezionato lo sia stato per una ricerca di vitale importanza per il genere umano?”
      – Ovviamente non puoi assicurarlo, ma sarebbe come pretendere la onniscienza. Ci sono stati casi in passato dove ricerche e approfondimenti su materie apparentemente di poco conto si siano rivelati vitali per determinati scopi. Ti faccio un esempio stupido: la nascita di internet e dell’era dell’informazione è fortemente legata alla conquista della Luna. In genere, è proprio per questo che si fa ricerca, perchè se si sapesse tutto di tutto, non si farebbe. E comunque il termine vivisezione è anacronistico; non viene più effettuata.
      “Vedi , io credo che se ci mettessimo tutti un pò più di buon senso le cose andrebbero meglio , circa 100 topi liberati e 6 conigli …quindi 106 ricerche diverse?”
      – Non basta un animale per una singola ricerca. Purtroppo, ce ne vogliono molti di più.
      “non credi anche tu che in certi ambienti (non dico questo ) si esageri un poco con i test sugli animali?”
      – Si. Io infatti avrei voluto che questi animalari si siano infiltrati dove veramente si esagera, cioè all’estero, dove il più delle volte se ti vedono fare una cosa del genere ti sparano a vista.
      “animalisti in lacrime , ricercatori in lacrime e risultati zero sia da una parte che dall’altra”
      – Lo hanno voluto fare gli animalisti. Nessuno ha impedito loro di farlo e questo è risultato. Il fatto che questo ha danneggiato tutti dimostra quanto questa gente sia stupida.

    • siete sicuri che i test su topi e conigli siano predittivi per l’uomo ? ovviamente no ,e lo sappiamo tutti

      Veramente io so l’esatto contrario, e sono della mia stessa opinione circa il 90% dei ricercatori.

      Poi una domanda : cosa testavate? sicuri che per una pubblicazione o una tesi sia necessaria la vivisezione? Parliamo di tesi … quindi di studenti

      Prima una precisazione: essendo un istituto universitario in tutti i progetti di ricerca è prevista la partecipazione di studenti per la tesi di laurea sperimentale o per la tesi di dottorato. Ovviamente la ricerca non è finalizzata alla tesi, lo studente ci si inserisce soltanto.
      Secondo, nei laboratori in questione non si testava niente e non si faceva vivisezione. Si faceva invece ricerca di base sulle malattie elencate nell’articolo e su altre.
      Terzo, mi spiace darti torto su tutto, ma è proprio da questi laboratori che vengono fuori le “cure importanti”. O credi che caschino dal cielo?

  13. Complimenti per l’articolo. Veramente ben fatto. Se ti va fai un salto sul mio blog. Ho scritto alcune opinioni sul dibattito con gli animalisti.

  14. Hai usato fotografie che sono state inviate a noi e postate da noi sulla nostra pagina facebook, questa: https://www.facebook.com/pages/A-Favore-della-Sperimentazione-Animale/199124936795298
    Potevi almeno citarci!
    È da oltre 3 anni che ci occupiamo di confutare la propaganda animalista! Siamo stati i primi e gli unici, abbiamo fatto un lavoro estenuante, soli contro orde barbariche infinite di animalisti che intimidiscono, cenusarno e minacciano. Ci piacerebbe che questo venga riconosciuto. [MV]

    • Chiedo scusa, ho preso le foto dalla bacheca di pro-test Italia (non ho fatto caso se condividevano voi) ero convinto di averlo scritto ma evidentemente mi è sfuggito (ho scritto piuttosto di corsa. Grazie di averlo precisato.

  15. Ben scritto. Sono scoraggiato e penso che parlare con questi delinquenti di 3R, direttive europee, istituzionali, e dei comitati etici locali sia impossibile.

  16. Quella de “la comunità scientifica è spaccata” è una balla, una delle puntuali balle retoriche usate da chi non conosce la materia, insomma dagli ignoranti; non scrivo perché è una balla perché gli argomenti razionali non hanno alcun effetto.
    A non saper suonare batteria, chitarra, pianoforte, arpa, violino, mandolino, non c’è nulla di male: si chiama “ignoranza”. A non sapere lo svedese, il russo, il cinese, non c’è niente di male. Ma a ostinarsi a rumoreggiare con uno strumento, o a emettere suoni ritenendo che sia una lingua, o a pontificare sulla ricerca biologica senza saper quasi nulla …. mostra tutta la propria incompetenza.

  17. Bravi, bell’articolo. Ma purtroppo non credo che tutti abbiano “orecchie per sentire”.. è più facile fare casino che piegarsi sui libri e studiare come far progredire la scienza perchè magari, in un futuro, non ci sia più bisogno di avere stabulari..

  18. Premetto che non condivido l’atteggiamento aggressivo e distruttivo di certi “animalisti” e premetto anche che posso apprezzare la buona fede di chi si prende cura delle cavie da laboratorio assicurandosi che la loro salute sia impeccabile (sperando sia davvero così).
    Tralascio il dibattito sulla vivisezione e i discorsi sull’aspirina o sul cancro, perché mi pare di capire che l’articolo faccia leva soprattutto sul “benessere” degli animali.
    E allora mi sento di puntualizzare che le “ottime condizioni” di salute non implicano automaticamente che l’animale stia bene. Dubito fortemente che un coniglio che trascorre la vita intera in una gabbietta del genere, per quanto le dimensioni siano “a norma”, sia un coniglio che sta davvero bene. La storia del “è nato in cattività perciò sta bene lì” mi sembra un po’ la storiella dell’orso che si racconta ai bambini per zittirli quando non si sa come venirne fuori. Secondo questo ragionamento, allora, anche i maiali tenuti negli allevamenti intensivi, obbligati a trascorrere la loro vita in gabbie che impediscono loro di stare in piedi o di compiere semplici movimenti, dovrebbero star bene perché “tanto sono nati lì e sono abituati così”, e starebbero peggio in libertà. Se un bambino nascesse e crescesse in uno sgabuzzino, starebbe bene lì perché tanto “è abituato” e starebbe peggio se fosse libero di correre in un prato.
    Avete mai chiesto ai vostri conigli e ai vostri topolini se sono felici lì dentro, se preferiscono essere tirati a lucido ma morenti di noia o se si sentirebbero meglio con le zampette sporche di terra, ma liberi di fare la vita che spetta loro?
    Io non pretendo di sapere per certo cos’è meglio per qualcun altro e non sono laureata in biomedicina o aeronautica spaziale, ma non ci vuole un ricercatore intelligente per capire che gli animali, come l’essere umano, hanno bisogno di un’insieme di cose per stare bene e non solo di una lettiera pulita.
    Perciò, fossi in chi ha scritto questo articolo, andrei molto cauta nel far leva sul “benessere” degli animali e su come gli “animalisti stupidi” lo mettono a repentaglio. E’ ovvio che un cambiamento improvviso provochi smarrimento, ma questo non significa che quel che viene dopo sia di conseguenza peggio rispetto a ciò che c’era prima.
    Credo che un coniglio morirebbe più felicemente d’influenza che di noia da reclusione e vivisezione. Almeno questo è ciò che penso se provo a mettermi nei suoi panni…Non so voi.

    • innanzitutto mi sento in dovere da studente di veterinaria di puntualizzare alcune cose sul benessere psicofisico degli animali in cattività detenuti nel nostro paese: le immagini di animali ammassati, annoiati, privi di stimoli NON vengono dall’Europa nè tanto meno dall’Italia dove le leggi sono precise e senza vie di fuga. Qualora si dovessero verificare situazioni del genere sarebbe un reato, di cui si occupa il potere esecutivo, non 4 volontari che come ha scritto l’autore dell’articolo evidentemente non sanno quello che fanno.
      frasi come “E allora mi sento di puntualizzare che le “ottime condizioni” di salute non implicano automaticamente che l’animale stia bene” e “maiali tenuti negli allevamenti intensivi, obbligati a trascorrere la loro vita in gabbie che impediscono loro di stare in piedi o di compiere semplici movimenti” sono semplicemente false se parliamo della realtà italiana, poichè il benessere è strettamente legiferato (da persone che sanno di che parlano) e comprende la salute psicologica, quindi arricchimento ambientale ecc. in altre parti del mondo la situazione è tristemente diversa ma non è sicuramente colpa dei neurologi milanesi. Inoltre quando dici che un coniglio “preferirebbe morire” in un modo piuttosto che in un altro lo stai umanizzando, cosa che ci viene naturale ma che è illegittima. un coniglio non preferirebbe morire punto. o sta bene o sta male, manca delle capacità predittive dell’uomo. se vuoi è anzi un motivo in più per farlo star bene in ogni momento della sua vita. cosa garantita in quel laboratorio poichè rispondente alle leggi di benessere animale. un ultima annotazione: l’idea di topi e conigli che corrono nei prati e odiano gli spazi chiusi è utopia, essendo animali che vivono in tane in natura.
      Quello che a me stupisce è come i volontari animalisti non siano stati perseguiti in alcun modo, poichè hanno compiuto vari reati di una certa importanza. la scusa della protesta non è sufficiente: se allora per protesta mi mettessi a rapinare i pensionati andrebbe tutto bene? fra l’altro si crea un pericoloso precedente, la gente si sentirà legittimata a rubare il cane del vicino se lo crede maltrattato.

      • Non ho parlato di Milano, Italia, Europa, resto del Mondo (in ogni caso un animale che soffre mi reca dispiacere a prescindere di dove esso si trovi). So che l’Europa è più “avanti” in questo ambito e ne sono orgogliosa. Non ho colpevolizzato nessuno. Ho solamente parlato di benessere degli animali dal un mio punto di vista, dato che nell’articolo ho letto cose che mi sembrano un po’ messe lì come per dire “Noi sì che sappiamo cos’è meglio per questi animali, perché lo studiamo sui libri, mentre gli animalisti mossi da empatia non capiscono nulla”…Per quanto riguarda gli atti definiti “vandalici”, ho premesso che non condivido atteggiamenti aggressivi, preferisco di gran lunga le associazioni animaliste che si battono dal punto di vista legale, con strumenti e documentazioni adeguate, ad “armi pari” diciamo. Sono dell’idea che *più o meno tutti (*a parte chi augura del male agli altri gratuitamente) agiscano in buona fede e secondo i propri valori e che ognuno faccia del proprio meglio, ci mancherebbe. Semplicemente non mi sembra corretto l’atteggiamento dell’autore dell’articolo, che si erge a conoscitore del benessere degli animali mostrando come questi stavano bene nelle loro gabbiette pulite, mentre chissà quanto soffrivano in quegli scatoloni…Cioè…Mi sembra poco serio.
        Inoltre, so bene che topi e conigli vivono in tane (non ho detto che odiano gli spazi chiusi), ma presumo che ogni tanto un giretto se lo facciano, no? Presumo che abbiano altre esigenze nella vita e non credo che bastino delle condizioni igieniche perfette a determinare se un animale sta bene o meno. Non è tanto questione di umanizzare gli animali, è che, sinceramente, quando vedo i miei gatti giocare insieme, o il coniglio di mia cugina saltarle in braccio in cerca di carezze, non posso pensare che la loro vita sia fatta solo ed esclusivamente di “nutrirsi, accoppiarsi, morire”, capisci? Il mio commento voleva mettere in luce questo e nient’altro. Non voglio di certo mettermi a discutere su cos’è giusto o sbagliato, se valga di più la vita di un topo o quella di un essere umano, se sia giusto sacrificare una creatura per cercare la cura alle malattie di un’altra. Non sta a nessuno deciderlo. Però ci sono le opinioni personali, ma rimangono opinioni e nessuno ha il diritto di ritenersi superiore a qualcun altro solo perché ha studiato una cosa sui libri, denigrando chi si fa guidare da un approccio più emotivo. Ripeto, l’emotività non giustifica gli atti di vandalismo e credo non sia legittimo quel che è successo, tantomeno costruttivo, però è comprensibile che qualcuno possa non essere d’accordo sulla detenzione di animali per esperimenti e studi utili all’uomo. Purtroppo c’è chi lo manifesta così e sono d’accordo che andrebbero presi dei provvedimenti perché altrimenti torniamo alle faide e alla giustizia privata…In ogni caso non volevo parlare di questo.

        P.S. Grazie per la tua risposta dosata e diplomatica, senza insulti o presunzioni! Finalmente qualcuno si è accorto che è possibile anche dialogare e scambiarsi informazioni e opinioni pacificamente 🙂

    • Penso che qualunque animale stia meglio in libertà anziché in una gabbia, però vorrei far notare una cosa, anche se rischio di andare fuori topic. L’essere umano in generale, non solo gli scienziati, tengono gli animali in gabbia. O per caso se si hanno dei topolini in casa li si fa scorrazzare liberi? Non credo. Li si tiene in gabbia. Forse un pochino più grandi, ma è sempre pari a tenere un essere umano rinchiuso in una stanza a vita. Con i gatti uguale. Spesso li si tiene in casa e non li si fa uscire (perché si vive in un appartamento o per qualunque altro motivo). Li si sterilizza, non credo sia felice di questo. E come questo altri mille esempi. Ribadisco, è un appunto esclusivamente sul fatto di vivere reclusi. Sul resto non voglio pronunciarmi, per lo meno non in questo post, altrimenti si rischia di mischiare troppe cose.

      • Beh l’argomento è sicuramente molto ampio e complesso, non si arriverà mai all’utopia purtroppo! Ma capisco il tuo appunto…Credo dipenda molto dalla sensibilità delle persone…Purtroppo c’è chi si porta a casa cani di grossa taglia e li tiene in appartamento, ma ci sono anche persone che trattano i propri animali domestici come dei veri e propri coinquilini liberi di fare quel che vogliono in giro per casa o fuori! Come dicevo, non possiamo sapere cos’è davvero il meglio per qualcun altro perché “ognuno sente il suo”. Se una persona trova un animale abbandonato può scegliere di portarselo a casa e prendersene cura come può, oppure può pensare che sia meglio lasciarlo libero di cavarsela da solo. L’importante, secondo me, è non agire per egoismo.
        Comunque sì, si rischia di andare fuori argomento, più che altro temo non sia il blog adatto per parlare di questo!

  19. Ciao, leggo il tuo blog e ti devo chiedere due cose, se puoi:
    1) quando parli dei topi nello scatolo lo spazio lo potresti mettere al quadrato?
    2) i modelli animali stanno per essere superati, è logico che un topo in una gabbietta non potrà mai essere un modello ideale per molti studi, che senso avrebbe uno studio sulla sindrome metabolica se i “controlli” sono costretti alla sedentarietà e alla semi immobilità? (per non parlare degli scarsi contatti sociali di questi animali, la loro psiche disturbata influenza sicuramente l’espressione genica). Che senso ha mettere a confronto un grosso primate che vive fino a 70 anni con un roditore che ne vive due? Giusto per fare degli esempi, se l’aspirina fosse stata sperimentata con i protocolli vigenti a quest’ora non sarebbe nei banconi delle farmacie e se la talidomide avesse avuto controindicazioni sui topi, non sarebbero nati tutti quei bambini deformi. Detto ciò, non voglio difendere chi, senza il minimo raziocinio, rovina il lavoro degli altri. Per carità, se il sacrificio di un animale è utile ben venga. Forse, come hai iniziato a fare tu, bisognerebbe spiegare agli animalisti che la ricerca sugli animali non vuole essere crudele, ma una mera necessità, che ha i suoi limiti, è proprio per questa ragione presto sarà abbandonata quasi del tutto. Così come bisognerebbe spiegare e divulgare tutti i successi che il sacrificio animale ha prodotto (non so perché penso sempre ai gangli di Aplysia che hanno permesso a Eric Kandel di decriptare la “meccanica” della memoria). Forse contro un’era di barbarie serve solo un po’ di condivisione del sapere scientifico.

    • 1) visto che ti da tanto fastidio l’errore di cm a cm^2 non posso fare a meno che rispondere a tutte le tue inesattezze.. Quando parli di scienza potresti aprire un libro di biologia e studiarlo approfonditamente prima di dire un mare di inesattezze ed opinioni antiscientifiche?
      “Che senso ha mettere a confronto un grosso primate che vive fino a 70 anni con un roditore che ne vive due? ”
      Ne ha moltissimo, tant’è che il topo ad esempio condivide con l’uomo il 97% del DNA codificante. Che significa? Significa che le proteine del topo (che fanno parte di una rete complessa di interazioni) sono quasi le stesse (senza considerare poi che basta un 30% di omologia tra due proteine per avere la stessa funzione). Fare studi su una creatura che vive 2 anni ci permette di studiare il suo intero ciclo vitale e la sua prole visto che i suoi tempi biologici sono più corti, infatti per tanti studi genetici si usa addirittura il moscerino (Drosophila melanogaster) che ha un ciclo vitale di 30 giorni.
      Ci permette, con le adeguate cautele, di estrapolare alcuni dati all’uomo e di fare ipotesi e scoperte che non avremmo potuto ottenere in altro modo.
      “Giusto per fare degli esempi, se l’aspirina fosse stata sperimentata con i protocolli vigenti a quest’ora non sarebbe nei banconi delle farmacie e se la talidomide avesse avuto controindicazioni sui topi, non sarebbero nati tutti quei bambini deformi.”
      Eh no, falso e falso. L’aspirina può essere data anche a diversi animali, chiaramente c’è una dose limite diversa, i gatti sono più sensibili (non significa che sotto controllo non possa essere data) ma effetti benefici sono stati visti sui topi e su altri animali.
      Il taliomide… cavallo di battaglia degli animalisti male informati è la loro peggiore sconfitta. Il taliomide non venne testato su animali gravidi ed era una medicina che doveva trattare alcuni disturbi della gravidanza. Quando si iniziò a vedere che aveva effetti teratogeni sui bambini, nati da madri che avevano usato quella medicina, si fecero i test anche sugli animali gravidi. Risultati? Era teratogeno anche sugli animali.
      Questo ci fa capire che in questo caso bisognava fare PIÙ sperimentazione invece che meno.

      • Ho una laurea e un dottorato in biologia, adesso mi occupo di proteomica. Ma lascia stare, non è importante, più tosto, noto un certo fervore, quasi religioso, a controbattermi, non è che sarai tu ad avere un atteggiamento poco scientifico?

      • “gunzapper il 24 maggio 2013 alle 11:28 scrive:

        Ho una laurea e un dottorato in biologia, adesso mi occupo di proteomica. Ma lascia stare, non è importante, più tosto, noto un certo fervore, quasi religioso, a controbattermi, non è che sarai tu ad avere un atteggiamento poco scientifico?

        Mah, bel titolo. Io ho un PhD in biofisica molecolare e sto facendo un postdoc nello stesso campo.
        Per il tono ho utilizzato lo stesso che hai usato tu. Inoltre visto che ti occupi di proteomica quello che ho scritto lo dovresti sapere. Perché invece che criticare il tono non critichi il contenuto scientifico delle mie affermazioni? Forse perché sai che quello che ho detto è vero? Forse perché le tue inesattezze sono indifendibili?
        Portami paper PEER REVIEW e io sarò pronto a cambiare la mia idea, questo un fondamentalista religioso non lo farebbe mai (e io sono pure umanista tra l’altro). Tu invece sei disposto a cambiare le tue idee? Chiaro che no visto che sei per la causa animalista/antiscientifica.

    • 1) Si intendono 50 cm di lato. Il lato lungo, per la precisione.

      2) Riguardo ad aspirina e talidomide dovresti studiare meglio e non fidarti della propaganda animalista. L’aspirina è stata regolarmente sperimentata e i suoi effetti sono analoghi nell’uomo e nel modello animale, mentre il talidomide non è stato adeguatamente sperimentato ed è proprio per questo che ha causato tanti problemi. Riguardo alla durata della vita, questa è estremamente utile perché ci permette di studiare l’evolvere di una malattia cronica in 2 anni anziché in 70.

      • be’, non ho scaricato i paper originali, ma la mia fonte era un articolo de l’Internazionale, quindi robetta come the Economist, New Scientist, ma non ricordo cosa esattamente… sicuro che non debba tu fare un po’ di ricerca bibliografica in merito? 😉

      • Dato che tu stesso ammetti di non aver letto i paper, non ti sembra un controsenso consigliare a me di fare un po’ di ricerca bibliografica? E poi mi citi l’internazionale come fonte, ma stai scherzando?
        Se ti interessa saperlo l’aspirina ha nell’uomo gli stessi effetti (sia benefici che avversi) che ha nei modelli animali. In particolare gli effetti dell’overdose da aspirina sono praticamente sovrapponibili, una volta matchate le dosi. Ora fatti tu un po’ di ricerca bibliografica, anzi, ti risparmio la fatica e ti indico direttamente gli articoli da leggere per fare un confronto tra gli effetti sull’uomo e sull’animale:

        Pirmohamed M., James S., Meakin S., Green C, Scott A.K., Walley T.J., Farrar K., Park K., Breckenridge A.M. “Adverse drug reactions as cause of admission to hospital: prospective analysis of 18,820 patients” BMJ Vol. 329: pp. 15-19 (2004). PubMed 15231615
        .
        Suwa T, Urano H, Kohno Y, Suzuki A, Amano T. “Comparative studies on the gastrointestinal lesions caused by several nonsteroidal anti-inflammatory agents in rats”Agents Actions. 1987 Jun;21(1-2):167-72. PubMed 349831

        Corby DG. “Aspirin in pregnancy: maternal and fetal effects.” Pediatrics. 1978 Nov;62(5 Pt 2 Suppl):930-7. PubMed 364401

        Davis LE and Donnelly EJ (1968) J. Amer . Vet. Med. Ass. Vol. 153:1161

        Wilson, Ritter, Scott and Fradkin (1977) Toxicol. Appl. Pharmacol. vol.41:67

        McColl, Globus and Robinson (1965) Toxicol. Appl. Pharmacol. vol.7:409

        McNeil (1973) Clin. Paediat. vol.12:347

        Richards (1969) Brit. J. Prevent Soc. Med. vol.23:218

        Per il talidomide gli effetti teratogeni furono scoperti nel 1961 (Lenz et al. 1962 Thalidomide and Congenital Abnormalities. Lancet 279 (7219): 45-6; McBride et al. 1961 Thalidomide and Congenital Abnormalities. Lancet 278 (7216): 1358) e solo dopo si effettuarono i test sugli animali, scoprendo che si avevano gli stessi effetti su tantissime specie diverse. Se questi test sugli animali fossero stati effettuati prima di commercializzare il farmaco non ci sarebbero stati i gravissimi effetti collaterali che ha provocato. Oggi per fortuna tali test sono obbligatori. Bibliografia:

        Somers G. F. (Aprile 1962). Thalidomide and congenital abnormalities. Lancet 1 (7235): 912-3. PMID 13915092.

        Giroud A, Tuchmann-Duplessis H, Mercier-Parot L (1962). Production de malformations congénitales chez la Souris après administration de faibles doses de thalidomide. Compt. Rend. Hebdom (Seances Acad) 255: 1646-48.

        Pasquet J (1974). Le lapin fauve de Bourgogne en tératologie. Biol. Med. 3 (2): 149-177. PMID 4620254.

        Yang T J, Yang T S, Liang H M (marzo 1963). Thalidomide and congenital abnormalities. The Lancet 1 (7280): 552-553. PMID 14002455.

        Schumacher H, Blake D A, Gurian J M, Gillette J R. A comparison of the teratogenic activity of thalidomide in rabbits and rats. The Journal of Pharmacology and Experimental terapies 160 (1): 189-200. PMID 5639104.

        Klein Obbink H. J., Dalderup L. M. (dicembre 1963). Effects of Thalidomide in the Rat Foetus. Experientia 19 (12): 645-646. PMID 14099869.

        Hendrickx AG. (1973). The Sensitive Period and Malformation Syndrome Produced by Thalidomide in the Crab-Eating Monkey. J Med Primatol 2 (5): 267-76. PMID 207404.

        Magari la prossima volta studia un po’ meglio 🙂

      • permettimi di controbattere (anche se io sostenevo che la sperimentazione animale va spiegata e ponderata, non mi sognerei di abolirla). Cerco l’articolo che avevo letto e ricavo da li la fonti. 😉 Studio, studio, don’t worry.

      • Interessante. Come ho già scritto in fondo a questo post il superamento (almeno parziale) dei modelli animali è un obiettivo comune. Ma se ti leggi la bibliografia che ti ho citato (tutti articoli peer review, ci tengo a precisarlo) vedrai che quello che scrive Foucart su aspirina e talidomide è semplicemente falso. L’aspirina ha gli stessi effetti su umani e animali, e il talidomide non era stato testato su animali gravidi, sui quali aveva gli stessi effetti che sull’uomo.
        Sono sicuro che la direzione da prendere sia verso il miglioramento delle tecniche in vitro, che ci permette grazie alla loro maggiore accuratezza di ridurre il numero di animali che saranno utilizzati in seguito, e che in questo campo abbia un ruolo importante il dialogo con gli attivisti per i diritti degli animali, ma l’inserimento nel dibattito di informazioni false come quelle su aspirina e talidomide è controproducente in tutti i sensi. Noto che di tutta la bibliografia che ti ho citato non rendi assolutamente conto nel tuo articolo, e questo mi dispiace.

        Se sei tanto sensibile alle dichiarazioni d’autorità, come quella di Hartung, allora leggiti cosa ha scritto Garattini (il più grande farmacologo italiano, e uno dei più grandi del mondo) rispondendo alla LAV sul talidomide.

        Se vuoi leggere delle analisi più approfondite (tutte condite di corposa bibliografia peer review) i ragazzi di Resistenza Razionalista hanno trattato esaurientemente entrambe le questioni qui e qui. Invece quelli si Speaking of Research hanno esaminato tutte le principali affermazioni dei detrattori della sperimentazione animale alla luce dei dati scientifici, e questo è stato il risultato.

      • leggero tutto, non per replicare, per conoscere, dammi solo il tempo. 🙂 . Volevo scrivere una replica veloce e mi è costata una serata di scrittura forsennata. Siamo d’accordo comunque tutti che l’utilizzo degli animali da laboratorio dev’essere fatto con buon senso e razionalità, pena una Medicina peggiore (il caso Talidomide). PS: Per me le autorità esistono finché non vengono smentite, i fatti vengono prima. Anche lì, questione di tempo, mi sono fidato di una fonte, tutto qui. 😉

  20. Questo articolo è di una disonestà intellettuale imbarazzante, costellato di finto buonismo imbonitore.

    • Non vedo tutta questa disonestà. Argomenta dove sarebbe disonesto…
      …SE c’è qualcosa di disonesto. Grazie. ^_^

    • @ Gilda: Imbarazzati altrove allora. Ti hanno chiesto di dire cosa non ti convince e ti guardi bene dal rispondere

  21. Chi ha scritto l’articolo dovrebbe vergognarsi. Non dico altro. Non ce n’è bisogno!

  22. Non c’è assolutamente differenza tra una qualsiasi religione, il complottismo e l’animalismo. In ambodue le cose ci sono i fanatici malati di mente, mentre i moderati sparano commenti ad cazzum dicendo di rispettare le loro idee e che chi ha scritto l’articolo ‘X’ oppure chi ha fatto il video ‘Y’ dovrebbe vergognarsi.
    Sono anni che mi scorno con questi individui sperando di incontrare un barlume di intelligenza o perlomeno di razionalità e se non ci sono riuscito io dubito che voi, autori del post, ci possiate riuscire su qualche decina di migliaia di persone malapena una decina cambiano idea davanti ai fatti e questo perchè credono il che riporta alla questione principale che occupa più il settore informatico che qualunque altro ed è riassumibile con uan domanda e cioè:
    Cosa sono la ‘fede’ ed il ‘credere’?
    Sono un virus informatico.
    Entrano nel cervello, distruggono o danneggiano significativamente le capacità razionali di ogni individuo colpito e si diffondono per proselitismo e pedoindottrinamento alle forme di vita impreparate ad essa con cultura e buon senso oppure rese vulnerabili dai sintomi di vecchiaia, gravi patologie o complicazioni fisiche o stato emotivo alterato in modo negativo.
    Penso che pubblicherò i dati di questa ricerca in un libro, non so ne come lo chiamerò ne nulla… Una cosa per i dati che ho ora è certa: credere è la radice di ogni male e problema che l’uomo ha.

    • Hai perfettamente ragione! Dato che l’uomo (solo alcune categorie di studiosi, per la precisione) sa tutto di come funziona l’universo e può quindi permettersi di giudicare le cose e le persone in scioltezza, se uno si forma un’opinione basandosi anche su esperienze e osservazioni personali, è automaticamente un puro idiota senza alcun barlume d’intelligenza o razionalità, e dovrebbe vergognarsi di esistere, come hai detto tu. E’ un indottrinato malato che non usa più il cervello, mentre i libri di biologia costituiscono il seme della verità assoluta e solo chi ha il privilegio di leggerli sarà illuminato (e non indottrinato). Non può che essere altrimenti! Oltretutto, “credere” è Satana, è la radice del male assoluto! Si salvi chi può!!
      La superbia e l’arroganza, invece, sono qualità indispensabili per il progresso.

      P.S. Sinceramente, sono d’accordo solo sul discorso dei fanatici, ma non credere (credere, appunto) che lo siano solamente “gli altri”. Il resto di ciò che hai scritto è ridicolo.

      • Sono gli animalisti le persone arroganti, che non si chinano a leggere un libro o a fare un esperimento. Sono gli animalisti le persone superbe, che credono di avere la verità in mano mentre altri studiano, provano, testano, sudano, sbagliano e ricominciano da capo, fino a trovare un barlume di conoscenza. Solo gli animalisti hanno deciso già di sapere come funziona tutto l’universo, convinti che si debba rinunciare a cercare ulteriore conoscenza, piuttosto che lavorare duro e guadagnarsi il pane con la ricerca. Sono gli animalisti che danno degli idioti ai ricercatori, convinti come sono che chi fa ricerca sia una persona miope, che non vede la sofferenza degli animali in nome del denaro che riceve dalle multinazionali. Per il resto, ciò che hai scritto Claudia ispira solo pietà per chi non ha il coraggio di fare un piccolo sforzo mentale e di vivere, anziché sopravvivere

      • Ancora una volta si fa di un’erba un fascio e si parla di “animalisti” come di una massa di ignoranti irrazionali che non si sforzano di comprendere le motivazioni o il punto di vista altrui. (Oltretutto, mi stai contestando cose che non ho affermato, come il fatto che i ricercatori sono degli idioti e dei miopi insensibili.)
        Finora ho letto per lo più considerazioni negative da parte dei sostenitori della ricerca, insulti e denigrazioni. Nient’altro. Forse una risposta civile in tutta la pagina. E’ questo il “piccolo sforzo mentale” che volete insegnare agli altri?
        Quel che sto cercando di dire è che non tutti gli animalisti sono dei vandali che agiscono impulsivamente e senza pensare alle conseguenze delle loro azioni. Tantomeno ho parlato di ricercatori come dei sadici spietati che si divertono a fare esperimenti sugli animali. Ci sono anche quelli, purtroppo, ma ho l’umiltà e la lucidità di pensare che, pur non condividendo al 100% ciò che riguarda la sperimentazione su animali, c’è chi svolge il suo lavoro in buona fede e al massimo delle proprie possibilità e del proprio buonsenso.
        Quel che è successo a Milano non porterà da nessuna parte e sicuramente non risolverà il dibattito sulla sperimentazione, aiuterà solamente a mettere in cattiva luce gli animalisti, purtroppo. Ma non sono tutti così, perciò finitela tutti quanti con questa gara su chi ha ragione e su chi è più o meno ignorante.
        Quel che è certo è che ho constatato un certo grado di arroganza nei vari commenti che ho letto in questa pagina e noto con piacere che gli insulti gratuiti e gli auguri di sofferenze atroci a me e ai miei cari, oltre ad essere assolutamente indecenti e vergognosi, violano le condizioni poste da questo stesso blog, ma non sono stati sottoposti ai provvedimenti previsti. Sulla base di queste ed altre cose devo allora dedurre che gli incivili si trovano in tutte le “categorie”, ma non per questo mi permetto di fare generalizzazioni, come invece fai tu, Fabiuz, dimostrando che un piccolo sforzo mentale potresti farlo per primo.

        Detto questo, saluto definitivamente.

    • E’ proprio così. Solo eviterei la dicitura “malati di mente”: questa condizione infatti rimanda solo ad una sofferenza individuale, soggettiva; purtroppo a fare danni nel mondo non sono i “malati di mente”, magari ! sono gli idioti, gli imbecilli, gli ignoranti, gli invasati.

  23. “”Quando i ricercatori sono entrati molti si sono diretti subito verso di loro, quasi a chiedere alle mani ben conosciute di essere rimessi al sicuro.”
    Infatti nelle foto postate se ne vedono a milioni di questi animali che si dirigono verso i ricercatori… c’è solo una foto di un topino sotto una gabbia, che poi però non appare nella foto d’insieme sopra e che fa tanto propaganda.

  24. Vi siete mai chiesti come mai gli animalisti si preoccupano di qualche coniglio e di qualche topo il cui studio potrebbe avere ricadute applicative che un giorno potrebbero salvare loro stessi e i loro cari e non protestano attivamente contro l’utilizzo degli animali nell’alimentazione.
    Assumo prima di tutto che il 99% di loro non mangino carne, quindi lottare per l’abolizione dell’utilizzo di animali per l’alimentazione non gli recherebbe alcun dano diretto, sarebbe a costo zero.
    Allora la prima lotta da condurre sarebbe quella contro la macellazione e le macellerie, invece
    ogni giorno passo davanti alle macellerie del quartiere e come sempre tutto è tranquillo, nessuna vetrina rotta, non ci sono urla furibonde contro il macellaio, gli animali vengono venduti a “pezzi” senza creare nessun attivismo.
    Come mai?
    Immagino che queste persone abbiano semplicemente assorbito l’ideologia tramandata all’interno di certi gruppi ai quali aderiscono in modo settario senza essere in grado di andare oltre quelle poche falsità che gli vengono proposte.
    Non sono assolutamenet attivi contro i propri amici che mangiano la carne e neppure contro la propria famiglia quando al tavolo si presenta il coniglio.
    Non riesco ad immaginare l’attivista che distrugge la cucina della nonna quando scopre che la nonna ha nel frigo un coniglio per la domenica.

  25. Pingback: Cosa è successo davvero a Milano | blackfoxglove

  26. Un post del genere fa onore ai ricercatori (e leggendo i commenti molto meno ai presunti “animalisti”)… da non esperto del settore, ma simpatizzante statistico, ribadisco le conclusioni dell’articolo: la ricerca, in ogni campo, matematica inclusa, permetterà probabilmente di ridurre la sperimentazione animale a una frazione di quella impiegata oggi, e forse, un domani a eliminarla del tutto… purché si faccia, questa ricerca!
    Infine, trovo che non sia il caso dell'”effetto bambi”, ma solo una bieca manovra di marketing incurante della realtà dei fatti.

  27. Da animalista do piena ragione a questo articolo. Quelli lì non sono amanti degli animali, sono barbari e ignoranti

    • Grazie. Levate la voce anche voi: E’ la miglior ricetta per porre fine a questi atti vandalici

  28. la cosa più giusta di questo articolo è che gli animalisti dovrebbero essere veterinari
    Insomma, su questioni tipo gli esperimenti sugli animali o gli psicofarmaci o le cellule staminali è facilissimo farsi un’opinione che ne parlano sempre sui giornali e in tv. Invece nessuno spiega mai come funzionano queste cose perché mentre farsi le opinioni è semplice, capire a fondo come funzionano le eliche di dna è difficile e impegnativo.
    Soprattutto la scienza non è lineare come uno pensa, è piena di contraddizioni e paradossi e ci mette davanti a limiti invalicabili.
    Al contrario delle opinioni che sono più semplici, uno legge tre righe su wiki sull’episodio del taliomide e pensa che il problema sia tutto lì. Se invece uno sta studiando gli animali ogni giorno da dieci anni vede le cose in maniera estremamente più complessa e le semplificazioni da volantino non fanno altro che generare frustrazione e tutto si riduce a insultarsi su internet.

  29. Candida Nastrucci, biologo molecolare e biochimico clinico formata alla University of Oxford oggi docente all’Università di Tor Vergata Dichiara:

    “Le alternative sostitutive alla sperimentazione su animali sono metodi avanzati a se stanti, utilizzano strategie integrate e tecnologie avanzate, spesso già esistenti ma combinate tra loro in maniera innovativa. Inoltre, mentre il modello animale nella ricerca e’ accettato e si pubblica senza validazione, alle alternative si richiede il controllo di riproducibilita’ ed efficacia misurata sul modello animale che non e’ predittivo per l’uomo, laddove non e’ ne’ obbligatorio, ne’ scientificamente valido. Oggi esistono ricercatori informati e pubblico cosciente, che oltre a tutelare gli animali dal punto di vista etico si battono per una ricerca che garantisca la salute umana e quella animale” prosegue. “Benché più volte si sia dimostrato scientificamente che il modello animale non sia predittivo per gli umani, viene ancora usato e finanziato, quando per la ricerca in Italia sulle alternative sostitutive i fondi sono inconsistenti, né la legge ne predispone. Per esempio negli USA sono stati di recente stanziati due miliardi di dollari per il progetto ToxCast che ricerca modelli cellulari più predittivi e rapidi nella valutazione delle proprietà tossicologiche sull’uomo, visto che i modelli animali attualmente in uso si sono rivelati inefficaci. Da noi i metodi di ricerca avanzati per sostituire l’uso di animali non vengono nemmeno insegnati nei corsi di laurea.”

    Questa è una questione spinosa. Sapete cosa causa l’osteoporosi ad esempio? L’assunzione di latticini, non abbiamo gli enzimi per digerirlo e dobiamo usare il calcio presente nelle ossa, indebolendole. Questo è un risultato della ricerca. Ma la medicina cosa fa? elimina le cause? no! crea cure lasciando tutto com’era. Purtroppo la medicina tradizionale non agisce sulle cause.
    Quindi io capisco la preoccupazione per l’individuo, ma i risultati medici in realtà e se ci pensi bene lo capisci, minacciano la vera salute, che non è il culto della sanità, ma la cultura della salute.
    Tutti questi farmaci sono inutili così come queste ricerche.
    Le malattie se ne vanno quando hanno raggiunto il loro scopo.
    Questa è la parte oggettiva ed innegabile.
    Dal punto di vista etico ed esistenziale ogni azione e ogni scelta comporta una responsabilità in quanto si offre il proprio comportamento come modello positivo al mondo prendendo così una grande responsabilità. Tu vedi la loro scelta come inumana e da condannare valutandola in base al suo effetto, e giudichi l’effetto negativo perché parti dal presupposto che l’uomo è più degno dell’animale. Questo non puoi dimostrarlo, e scorretto e privo di fondamento. L’uomo è un espressione della vita, forse la peggiore perchè causa il suo male con l’alimentazione (malattie autoimmuni come la sla e tumori), l’inquinamento (tumori ecc ecc) e la medicina, che dovrebbe guardare alla salute generale e non individuale, non educa più alla salute, ma perpetua un ossessione per la vita individuale, rendendoci sempre più a lungo vecchi, malati e viziati.
    Bisogna svegliarsi e capire che nulla vale più di noi così come vale meno. Dici che hanno negato la tua libertà quando invece l’hanno restituita agli animali che lottano per una causa che non gli appartiene. Quindi noi per primi avremmo dovuto fermarci prime di negare la libertà a chi crediamo inferiore. Ma il pensiero comune vede l’uomo su tutto, è un pensiero antropocentrico che va avanti da millenni, e per cui gente come galileo, copernico, socrate e molti altri ancora sono sempre stati condannati.
    Qualsiasi azione veda l’uomo sopra il resto è sbagliata.
    Se inoltre chiedi a un vivisettore perché sperimenta sugi animali ti dirà: perchè siamo uguali, se gli chiedi perchè non è antietico farlo ti risponde: perchè non siamo uguali.
    é come dici tu, la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri. Gli animali hanno coscienza di sé e nascono liberi.

  30. Alla fin fine, che vengano curati come fossero oro o no, quegli animali ci crepano lì dentro. Bah.
    Vorrei vedere voi ad essere vivisezionati… Anzi, lo spero proprio!
    Comunque è anche vero che questi “animalisti” han sbagliato metodo, però le loro ragioni erano buone.
    Li avranno spaventati un po’ quei conigli, sì, ma alla fine non penso abbiano fatto una brutta fine (più coccole da parte di qualche bambino).
    Un po’ meno i topi… Ma ripeto, sta gente almeno ci ha provato.
    Io direi che invece di vivisezionare gli animali, perché non testare direttamente queste atrocità sull’uomo?
    C’è così tanta gente che ammazza, che compie atti di terrorismo, le carceri sono AFFOLLATE.
    Ma soprattutto: se le medicine servono all’uomo, non c’è cavia migliore dell’uomo stesso 😉

    • E invece l’uomo non è nemmeno un modello adatto per l’uomo stesso. Leggi qui:
      http://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2012/02/14/le-faq-della-sperimentazione-animale/

      Senza contare che proponi la sperimentazione su umani che già si fa in fase clinica con volontari. I carcerati non sono volontari, e sperimentare su di loro, per quanto deprecabili individui siano, non è etico. Lo sai qual è lo stato che ha abolito la SA per portare la sperimentazione direttamente all’uomo? La Germania Nazista. Inutile negare che i risultati ci sono stati, ma a che prezzo? Spero comunque che la tua domanda sul modello umano fosse ingenua da parte di un non addetto ai lavori 😉

  31. Un articolo rivoltante, non c’è che dire. La vivisezione e’ un crimine atroce e del tutto inutile. Ovviamente chi la difende ha molto da guadagnare, ricercatori per primi, che non hanno il coraggio di pensare in modo laterale, di investire energie in una vera scienza. Ai ragazzi di Fermare greenhill va il mio grazie più sincero.

    • Allora vediamo cosa abbiamo qui:
      -disinformazione: non sai assolutamente dosi guerre tra vivisezione e sperimentazione, i quali benefici sono stati usufruiti anche da te.
      -diffamazione: certo che guadagnano tanto i ricercatori da 800€ al mese.
      -apologia di reato: quegli attivisti hanno invaso suolo pubblico arrecando danni e tu li sostieni, complimenti.
      Ma visto che noi ricercatori siamo sadici assassini e tu sei l’erudita di turno, dicci qual è la “vera scienza” e i metodi alternativo, scommettiamo che non ne sapresti dire nemmeno uno? Non arrogarti il diritto di insegnare il lavoro agli altri.

  32. Articolo in alcuni punti, a parer mio, poco oggettivo ma comunque in generale dà molte informazioni e chiarisce bene ciò che è successo. Devo dire che ho trovato molto interessanti anche vari link sparsi fra i commenti di risposta. Per quanto riguarda il discorso più generale, secondo me, le due linee di pensiero, animalista e “sperimentazionalista”, non possono essere giudicate, non ce n’è una giusta e una sbagliata, una prevede l’uomo al centro dell’interesse collettivo, l’altra vede al centro l’animale, per quante argomentazioni un ricercatore possa portare in tavola non potrà mai convincere un animalista della bontà del suo lavoro. Un commento precedente faceva riferimento alla sperimentazione umana al tempo dei nazisti, beh per un animalista “vero” il prezzo continua ad essere caro anche se si parla di animali. Detto questo trovo normalissimo ci siano operazioni di liberazione degli animali ( ce ne dovrebbero essere molti di più nei macelli ) ma in questo caso dubito altamente, come già detto da altri, che questi siano animalisti “veri”…

  33. Wow la tanto famosa apertura al dialogo degli animalisti. E piuttosto che rispondere alla mia domanda (e alle domande si risponde) hai preferito darmi dell’arrogante (in cosa poi? tra i due l’arrogante sei tu che pensi di avere conoscenze superiori a chi si fa il mazzo tutta la vita per la scienza). Poco male, ho tempo da spendere in cose migliori che parlare con degli ottusi come te.

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