Recensione: Dario Bressanini – Le bugie nel carrello

Lo sapevate che Kamut® è un marchio registrato che corrisponde ad un grano coltivato nel Montana probabilmente di origine iraniana? Vi siete mai chiesti se la biodinamica ha qualche fondamento? È vero che bere latte sarebbe “innaturale”, come dicono alcuni? E perché chi ha studiato biologia evoluzionistica ci dice che siamo stati “selezionati” apposta per berlo?

Queste ed altre domande trovano esaurienti risposte nel libro Le bugie nel carrello, ultima fatica di Dario Bressanini e seguito ideale del precedente Pane e bugie.

Dario Bressanini è uno che di lavoro fa il chimico ambientale, è ricercatore presso l’Università dell’Insubria e svolge anche attività di docenza. Fin qui nulla di particolarmente interessante. Bressanini però è anche un divulgatore scientifico, uno dei pochi buoni divulgatori nel nostro paese. Curatore della rubrica “pentole e provette” sulla rivista Le Scienze, dove tra il serio e il faceto ci racconta come applicare la scienza alla gastronomia, ha un blog, Scienza in cucina, che spazia tra i vari argomenti legati all’alimentazione, alla cucina e al consumo consapevole, dagli OGM alla gastronomia molecolare. Scriveva anche su Il Fatto Quotidiano, ma ha lasciato perdere perché, testualmente, «Io ci metto un mese a documentarmi per un articolo ma a scrivere cazzate ci si mette mezz’ora».

Ma veniamo al libro. A differenza di Pane e bugie (non l’avete letto?! Rimediate subito!), che si concentrava sugli aspetti più propriamente nutrizionali e chimici di ciò che mangiamo, ne Le bugie nel carrello l’autore ci accompagna in un giro tra i banchi di un immaginario supermercato, curiosando tra i prodotti esposti e facendosi ogni tanto qualche domanda. Una delle più frequenti è «vale quello che costa?». In fondo è ormai assodato che la variabile più importante per il consumatore medio nella scelta del prodotto è il prezzo. E quindi più che lecito chiedersi se quel prodotto che costa di più sia migliore degli altri. Fa forse bene alla salute? Oppure fa bene all’ambiente? O magari ha un sapore migliore?

La citazione di dati e studi scientifici a sostegno delle affermazioni fatte non manca mai nel libro. Destreggiandosi abilmente tra risultati a volte ambigui e contrastanti, luoghi comuni e leggende metropolitane il nostro eroe ci porta a sbirciare dietro le quinte di quello che compriamo e consumiamo, senza mai imporre la propria opinione, ma mostrando i dati e lasciando che il lettore tragga le proprie conclusioni alla luce del buonsenso.

Se siete fan del “bio” a tutti i costi o siete di quelli convinti che naturale sia sinonimo di buono questa per voi è una lettura obbligatoria, a patto però che siate disposti a cambiare le vostre convinzioni di fronte all’evidenza scientifica. In caso contrario potreste avere delle spiacevoli sorprese. Se invece fate parte di quei tanti che quando comprano il cibo al supermercato guardano solo il cartellino del prezzo e il colore della confezione questo libro potrebbe mettervi qualche pulce nell’orecchio, e, non si sa mai, la prossima volta che fate la spesa potreste voler dare un’occhiata più approfondita all’etichetta.

Lettura consigliata senza alcun dubbio.

Le bugie nel carrello, di Dario Bressanini, è edito da Chiarelettere e lo si trova in libreria, nei negozi online e in formato ebook.

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Gli italiani finiranno a raccogliere pomodori in Bangladesh perchè hanno creduto ad una serie infinita di stronzate (con la cultura si mangia eccome, parte II)

Un’interessantissimo post che analizza l’opera di convincimento effettuata dalla nostra classe dirigente, basata sul postulato che la cultura (nella sua accezione più larga, comprese la scienza e la ricerca) è del tutto inutile per il nostro paese. E noi, fessi, ci crediamo.
Poi non venitemi a dire che non è vero che si sta effettuando una sistematica opera di distruzione della scienza e della ricerca nel nostro paese.

Elenatorresani

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Se tutto va bene, i nostri figli saranno più ignoranti di noi, che già ci difendiamo alla grande.
Se tutto va bene, i nostri figli diventeranno braccia e forza lavoro per raccogliere pomodori in Bangladesh. E se in Bangladesh i pomodori non crescono, speriamo ci sia altro da raccogliere, altrimenti sono fottuti.

Ecco i luoghi comuni con i quali i politici e la maestranze ci hanno rincoglionito, ed ecco i dati che li smentiscono. Sono tutte falsità che sapevamo essere falsità, ma i dati fanno impressione. Leggeteli, perché la conoscenza è l’unica via di salvezza che abbiamo.

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L’annus horribilis della scienza italiana

Una fredda e lucida analisi di quello che sta succedendo alla scienza in Italia. È stato davvero un anno in cui la politica, i media e persino la magistratura hanno fatto del loro peggio su questo fronte. Eppure non si tratta forse di argomenti di primo piano per il nostro paese? Non si parla di salute pubblica, di sicurezza alimentare, di dissesto idrogeologico?
All’elenco fatto da quelli de La Valle del Siele vorrei aggiungere l’incendio della Città della Scienza, rivelatosi doloso, perfetta immagine di quello che sembra essere il destino della scienza in Italia.

La Valle del Siele

Libertiamo – 23/05/2012

Facciamo un breve elenco, limitandoci agli episodi più significativi degli ultimi 12 mesi:

12 giugno 2012: un ordinanza del ministero dell’ambiente obbliga il prof. Eddo Rugini, biotecnologo della facoltà di agraria dell’Università della Tuscia, a dare il via alla distruzione delle piante sperimentali transgeniche (olivi, kiwi e ciliegi) sulle quali stava lavorando da decenni.

22 ottobre 2012: un tribunale dell’Aquila condanna Enzo Boschi e gli altri scienziati della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile per omicidio colposo. La “colpa”? Non avere informato correttamente la popolazione aquilana sull’imminenza della forte scossa di terremoto che il 6 aprile 2009 ha causato la morte di 309 persone.

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Italia Unita per la Scienza

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There is a cult of ignorance, and there always has been. The strain of anti-intellectualism has been a constant thread winding its way through our political and cultural life, nurtured by the false notion that democracy means that my ignorance is just as good as your knowledge. (Isaac Asimov)

Il fenomeno della scientific illiteracy nel nostro paese è noto da tempo, ma le sue cause continuano a sfuggire. Mentre il numero di iscritti alle facoltà scientifiche continua ad essere abbondantemente sotto la media europea, si fanno sempre più forti quei movimenti apertamente antiscientisti, quelli secondo i quali la scienza e la ricerca non portano alcun vantaggio, o in alternativa quelli per cui esiste una “scienza ufficiale” (che è quella che si trova nei libri, nelle università, nei laboratori di ricerca ecc.) che nasconde le grandi scoperte che gioverebbero all’umanità mentre un manipolo di “ricercatori indipendenti” lotta per far venire a galla tali segreti. Per costoro dieci minuti su youtube valgono più di anni di studio matto e disperatissimo, e l’opinione del santone di turno vale più delle evidenze sperimentali.

Si è parlato molto dell’origine di questo fenomeno. C’è chi da la colpa alla cattiva organizzazione dell’informazione su internet, c’è chi chiama in causa i nostri programmi scolastici, c’è chi se la prende col sistema universitario e chi semplicemente attribuisce il tutto all’arretratezza culturale dei nostri compatrioti. Ma se il problema fosse anche nel modo di comunicare la scienza? Se la colpa non fosse solo degli “altri” ma anche un po’ degli “scienziati”, che non riescono a parlare col resto del mondo?

È forse con questo pensiero in mente che l’associazione Pro-Test Italia si è fatta promotrice di un evento finora unico nel nostro paese. Si tratta di Italia Unita per la Scienza, una serie di convegni con uno scopo decisamente ambizioso: instaurare «un dialogo su temi molto importanti che hanno e avranno ripercussioni sul futuro del Paese per quanto riguarda salute, alimentazione e ambiente, dove l’aspetto scientifico sia protagonista e non una voce tra le tante.»
L’obiettivo è quello di fare sì che quando si parla di argomenti scientifici, pur non negando l’importanza dell’etica e finanche dell’emotività, la scienza sia la base sulla quale ci si appoggia.

Nei convegni, che si svolgeranno contemporaneamente il tutta Italia l’8 giugno 2013, si parlerà di diversi argomenti, tutti di primo piano sia dal punto di vista scientifico che da quello dell’attualità del nostro paese, fra cui OGM, cellule staminali, sperimentazione animale, frodi mediche, vaccini, terremoti e molto altro. In ogni convegno gli argomenti saranno trattati con competenza da relatori provenienti dal mondo della ricerca e della divulgazione scientifica, ma non saranno presentati come una lezione, quanto piuttosto come un dibattito aperto, in cui al pubblico sarà chiesto di giudicare l’argomento in base a dati e fatti, mostrando come «solo la prova e il confronto siano metodi per validare una teoria, lasciando che sia l’ascoltare a trarre le dovute conseguenze.»

L’appuntamento quindi è per l’8 giugno prossimo, spero di vedervi numerosi!

Per qualunque ulteriore dettaglio vi rimando al sito ufficiale dell’iniziativa: http://www.italiaxlascienza.it

Avvertenze universali

Viviamo nell’epoca della sicurezza e del controllo di qualità. Oggi ogni prodotto che acquistiamo riporta in bella vista una serie di avvertenze. Tali avvisi, quasi sempre obbligatori per legge, hanno lo scopo di garantire la nostra sicurezza nell’uso del prodotto e di evitare che acquistiamo qualcosa con caratteristiche diverse da quelle desiderate. Da un punto di vista più cinico servono a mettere i produttori al riparo da eventuali rimostranze. Tutto vero, tutto giusto, ma credo che la cosa ci stia sfuggendo di mano. Dopo aver letto sulle istruzioni del mio cellulare la raccomandazione di tenerlo lontano dall’orecchio quando attivavo il vivavoce, dopo aver letto sul libretto della macchina fotografica di prestare attenzione quando regolavo il mirino a non infilarmi un dito in un occhio, dopo aver visto in una pubblicità dei mattoncini Lego in cui una costruzione si montava magicamente da sola l’avviso “animazione simulata”, sono giunto ad una conclusione: o l’umanità ha abbandonato definitivamente il proprio buonsenso oppure gli avvocati specializzati in cause di risarcimento sono diventati maledettamente bravi.

Per la sicurezza del consumatore e la tutela delle aziende ho quindi elaborato una serie di avvertenze che raccomando di apporre su qualsiasi prodotto commercializzato, di qualsiasi genere, dal cibo ai puffi da collezione. Spero che il legislatore non rimanga sordo a quest’appello e provveda quanto prima a renderle obbligatorie.

 

Ecco le avvertenze:

Si ricorda che questo prodotto è costituito principalmente da spazio vuoto.

Le materie prime utilizzate nella realizzazione di questo prodotto sono state ottenute tramite una o più reazioni di fusione nucleare.

Il prodotto contiene sostanze chimiche.

Per ottenere questo prodotto sono state utilizzate una o più reazioni chimiche.

Esiste una probabilità molto piccola ma diversa da zero che il prodotto non sia qui.

L’osservazione di questo prodotto potrebbe provocare modificazioni nel suo stato. Non si garantisce la conformità del prodotto una volta osservato.

Il 100% degli utilizzatori di questo prodotto muore. In alcune condizioni l’uso di questo prodotto potrebbe accelerare tale processo.

Attenzione: questo prodotto è costituito da materia. Qualsiasi contatto con antimateria potrebbe provocare esplosioni catastrofiche. Si raccomanda di conservare il prodotto lontano da qualsiasi fonte di antimateria.

Effetti collaterali: l’utilizzo di questo prodotto provoca l’aumento del disordine dell’universo. Se non si desidera aumentare il disordine dell’universo si prega di non utilizzare il prodotto.

Importante: non dividere gli atomi che compongono questo prodotto! Tale operazione deve essere effettuata solo da personale qualificato in strutture apposite.

Multinazionali, pagatemi

Ultimamente mi sono arrivati parecchi messaggi. Sono di vario genere, complimenti, domande, critiche, insulti, minacce di morte e un sacco di altre cose. C’è però una categoria di messaggi che mi ha particolarmente incuriosito, quelli cioè in cui il genio di turno mi accusa di essere pagato da una qualche multinazionale, da un gruppo di potere o da una lobby. Le più gettonate sono le case farmaceutiche, seguono i partiti politici e poi gli altri in ordine sparso.

La cosa non mi dà particolarmente fastidio, ma siccome attualmente guadagno davvero poco, e le mie migliori prospettive per il futuro sono quelle di avere uno stipendio compreso fra gli ottocento e i mille euro, ho pensato che essere pagato per scrivere le mie opinioni in effetti non sarebbe affatto male.

Con questo post quindi rendo nota la mia più totale e immediata disponibilità ad entrare nel libro paga di multinazionali, aziende farmaceutiche, partiti politici, gruppi di potere o chiunque sia interessato a pagarmi per quello che già faccio gratis nel mio tempo libero.

Sono disposto a scrivere in favore della scienza e del metodo scientifico, in particolare sono disposto ad affermare:

  • che la ricerca scientifica, in qualsiasi ambito, è fondamentale per la sopravvivenza della società
  • che un’affermazione si può considerare dimostrata solo sulla base di studi scientifici sottoposti a peer review
  • che le persone più qualificate per parlare di un argomento sono quelle che lo hanno studiato a fondo
  • che la ricerca di base va portata avanti anche se non si riescono ad immaginare le future applicazioni
  • che i vaccini sono il più importante ed efficace strumento di salute pubblica esistente, e che inoltre fra i loro effetti collaterali non vi è l’autismo né altri disturbi di simile gravità
  • che l’omeopatia non presenta alcuna efficacia superiore all’effetto placebo e che i suoi principi sono assurdi dal punto di vista fisico, chimico e biologico
  • che il morbo di morgellons è solo una parassitosi allucinatoria
  • che la sperimentazione animale è ancora essenziale per la ricerca biomedica
  • che le onde elettromagnetiche non possono modificare il clima
  • che le scie chimiche non esistono, o meglio, esistono e sono composte da acqua e anidride carbonica (entrambe sostanze chimiche) e ricadono sotto il nome di “scie di condensazione”
  • che i prodotti OGM sono estremamente sicuri, sotto molti aspetti perfino più sicuri di quelli non OGM
  • che il virus dell’HIV provoca l’AIDS e che si cura con gli antiretrovirali
  • che i tumori possono avere causa ambientale, virale o ereditaria, e che a seconda del tipo di tumore possono esserci diversi approcci terapeutici, i più efficaci dei quali comprendono nella maggior parte dei casi la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia o una combinazione di queste
  • che il cosiddetto metodo Di Bella non ha alcuna utilità se non come cura palliativa
  • che il bicarbonato va bene per l’acidità di stomaco, ma se iniettato è pericoloso e di certo non cura il cancro
  • che il fatto che un prodotto sia “naturale” non ci dice assolutamente nulla sulla sua  beneficità o dannosità per l’uomo
  • che i terremoti non si possono prevedere.

Sono anche disposto ad argomentare esaurientemente ognuna di queste affermazioni. Altre che mi sono dimenticato potranno essere aggiunte dopo accurato vaglio.

All’occorrenza sono disponibile anche per il Nuovo Ordine Mondiale, il Gruppo Bilderberg, Le Banche o altri Poteri Forti. Disponibilità di tempo al momento limitata, ma per un adeguato compenso potrei dedicarmi a tempo pieno a questa attività.

Resto in attesa di essere contattato affinché mi facciate sapere dove mandare il curriculum.

 

Edit: curiosamente, mentre scrivevo quest’articolo è uscita anche questa paginetta che tratta lo stesso argomento, e che condivido appieno.