Qualcosa di stupendo

ec07_for_scienceQualcosa si muove. Finalmente. C’è una nuova generazione di scienziati in giro, e stanno iniziando a farsi sentire. Qualcuno rimproverava ai ricercatori di non uscire mai dalle loro “torri d’avorio”. Questi sono usciti in strada. Qualcuno rimproverava loro di limitarsi a fare lezioni e non intavolare mai un dialogo. Questi hanno intavolato un dialogo. Sono giovani, non sono esperti di comunicazione o di marketing, non hanno una lira. Eppure stanno facendo qualcosa di fantastico. Sto parlando dei ragazzi e delle ragazze di Pro-test Italia, associazione di recentissima fondazione che si batte concretamente a favore della ricerca scientifica nel nostro paese, creata da un gruppo di giovani ricercatori e studenti.

Finalmente, per la prima volta in Italia, la ricerca è scesa in piazza. Un evento senza precedenti, organizzato per reagire ai vergognosi fatti di Milano e alla disinformazione imperante. Così il primo giugno scorso in piazza Mercanti a Milano tra i 300 e i 400 fra studenti e ricercatori si sono incontrati per parlare e per ascoltare. Dal palco hanno detto la loro ospiti d’eccezione, tra i quali Giuliano Grignaschi, del prestigioso istituto Mario Negri e Tom Holder, del comitato scientifico inglese Speaking of research. Ovviamente si è parlato di sperimentazione animale.

La manifestazione è stata infastidita da un gruppetto di sedicenti animalisti, una ventina di esagitati che hanno tentato di aggredire la gente radunata in piazza, ma vedendosi trattenuti dai carabinieri si sono dovuti limitare ad urlare insulti e frasi fatte. La gente in piazza dal canto suo li ha ignorati. Da un lato è stato istruttivo vedere la differenza tra chi faceva discorsi, argomentava, forniva contenuti, e chi invece si limitava ad urlare; d’altra parte in alcuni momenti faceva un po’ rabbia, ad esempio quando gli esagitati hanno lanciato urla e minacce di vario genere verso Nadia Malavasi, in quel momento sul palco, presidentessa dell’associazione dei talidomidici italiani e talidomidica essa stessa, che ha provato e prova tuttora sulla sua pelle cosa significa non sperimentare sugli animali, e in piazza lo ha raccontato.

Una piccola vittoria gli urlatori l’hanno ottenuta, molti giornali (per fortuna solo quelli italiani, la stampa straniera è stata molto più attenta) hanno parlato di scontri e tensioni con i ricercatori, scontri che in realtà non sono mai avvenuti, e tensioni che erano da una sola parte, quella verso la quale erano girati i carabinieri, mentre alle loro spalle si svolgeva una festa. Ovviamente hanno ottenuto anche una grande sconfitta, quella di squalificarsi, di essere abbandonati (nessuna delle grandi associazioni animaliste era presente) e di dimostrare la loro pochezza.

Dal canto loro i ricercatori hanno ottenuto una grande vittoria: gli animalisti intervistati hanno finalmente smesso di propagandare falsità sul fatto che la ricerca sia inutile e sull’esistenza di metodi alternativi alla sperimentazione animale.

Ho curiosato un po’ tra i siti e le pagine relative a quei movimenti, e a leggere tra le righe si vede che quello che ha dato più fastidio di quella manifestazione è stato il fatto che i presenti non corrispondessero affatto all’immagine del “crudele vivisettore” che viene abitualmente dipinta.

Credit: In Difesa della Sperimentazione Animale. Click for details

Eh già, perché in piazza c’erano volti giovani, gentili e sorridenti, che mal si adattavano agli attacchi di tipo “emozionale” che di solito vengono rivolti alla loro categoria.

Credit: OMg!Science. Click for details.

Certo, l’aspetto tranquillo amichevole e rassicurante di qualcuno non significa nulla, a meno che ovviamente questa non sia la tua principale argomentazione contro di lui.

Ma perché sto spendendo tutto questo spazio a parlare della manifestazione del primo giugno? Sono così fissato con la sperimentazione animale? A dire il vero no, fra parentesi personalmente non la pratico e probabilmente non avrò occasione di praticarla in futuro. Quello su cui voglio mettere l’accento è che finalmente la ricerca ha reagito, e ha reagito nel migliore dei modi. Finalmente abbiamo messo in chiaro che ci siamo anche noi e che non siamo più disposti ad accettare insulti minacce e azioni violente nei nostri confronti. Noi parleremo, così che la gente sappia come stanno realmente le cose e tragga le sue conclusioni.

E proprio per questo sabato prossimo, 8 giugno, in tante città d’Italia si svolgerà l’evento Italia Unita per la Corretta Informazione Scientifica. Dell’evento ho già parlato, si tratta in realtà di tanti eventi: flash mob, fiaccolate, incontri in diverse città d’Italia. Al centro di tutto ci sarà il dialogo sui “temi caldi” della scienza: staminali, OGM, prevedibilità dei terremoti, sperimentazione animale, medicina alternativa, vaccini, eccetera. Insieme cercheremo di capire quali sono i fatti e quali conclusioni ci suggeriscono, magari ne discuteremo.

Io personalmente sabato sarò a Roma, ascolterò e se ne avrò l’occasione parlerò anche, incontrerò vecchie conoscenze e gente nuova. Dopo, vi racconterò com’è andata. Quanto a voi, potete rintracciare su questa pagina l’evento più vicino a voi. Sarà una bella giornata, spero che siate presenti in tanti.

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8 thoughts on “Qualcosa di stupendo

  1. Ciao, complimenti per l’articolo. Mi permetto solo di obiettare su questo passaggio:

    “Dal canto loro i ricercatori hanno ottenuto una grande vittoria: gli animalisti intervistati hanno finalmente smesso di propagandare falsità sul fatto che la ricerca sia inutile e sull’esistenza di metodi alternativi alla sperimentazione animale”

    Non proprio, questo è il consueto doppiogioco degli animalisti: quando si trovano ad interloquire con gli scienziati, ai quali non possono raccontare balle, ripiegano sul piano etico, quando invece le stesse persone fanno propaganda di massa, le falsità scientifiche sulla sperimentazione animale le raccontano e come!

    PS: grazie per aver citato il nostro blog.

    [MV]

    • Vero, ma se ti ricordi fino a poco tempo fa non si trattenevano neanche di fronte agli scienziati, basti pensare allo scambio di messaggi tra Garattini e la Kuan o al dibattito radiofonico dove avevano mandato Fedi (che fu ampiamente smutandato). Nelle occasioni più recenti hanno abbandonato questo approccio, anche perché ora non hanno più modo di sostenere che esistono “tanti ricercatori” dalla loro parte, è chiaro che i ricercatori stanno da una arte sola. Ne è stato un esempio il dibattito televisivo con Giulia Corsini e uno degli attivisti dell’irruzione di Milano. Insomma, secondo me qualcosina abbiamo ottenuto.

      Che poi gli animalisti hanno ripiegato sul piano etico, ma anche sulla loro etica, che più che un’etica sembra una morale, ci sarebbe parecchio da ridire.

      Grazie del commento

  2. Posso dire che mi sento onorata che una mia foto sia stata messa in un articolo che parla così bene di noi? =) Grazie, sono delle parole bellissime.

  3. Pingback: Blog di yuka88 » Blog Archive » Nel paese dei creduloni la scienza scende in campo

  4. Ciao. Sono un animalista e ho trovato un po’ offensivo che si parlasse di noi come di una massa indistinta di persone stereotipate che urlano frasi fatte senza alcuna informazione scientifica. Io studio materie umanistiche, non sono uno scienziato, perciò quando mi trovo a dover ragionare su argomenti di questo tipo non esprimo nessun tipo di parere personale. Se la comunità scientifica ritiene necessari esperimenti sugli animali, per quanto io possa sperare che abbiano ragione quei pochi che sostengono la possibilità di metodi alternativi, io non ho motivo di oppormi in nessun modo. Non dimenticate, però, che gran parte degli animalisti lottano contro la sperimentazione animale fatta ad altri scopi, come l’industria. Ci sono aziende che uccidono migliaia di cani solo per avere un cibo per cani più digeribile o che scorticano ogni tipo di animale per testare cosmetici, moltissimi altri prodotti di ogni tipo, schiume da barba, dentifrici eccetera, e questo lo sapete bene anche voi. Se qualcuno di voi sostenesse la necessità di questo tipo di esperimenti, verrei anche io a prendervi a pugni nelle piazze. Per quanto riguarda la ricerca scientifica, so di molti scienziati che sostengono la possibilità di metodi alternativi. Se per ora non sono applicabili, che si sperimenti pure sugli animali, però sarebbe bello vedere da parte dei vivisezionisti un po’ più di apertura verso questi metodi, per cercare, in futuro, di renderli quelli prevalenti e, perché no, gli unici ad essere usati.

    • 1 – In quale parte dell’articolo ho descritto gli animalisti come “una massa indistinta di persone stereotipate”?

      2 – Quella del cibo per cani chi te l’ha raccontata? Il cibo per cani si fa assaggiare ai cani, ovviamente, ma altrettanto ovviamente non vengono uccisi per vedere se hanno digerito bene o no. Si usano le stesse analisi che si usano per gli umani. Fra l’altro ti immagini quanto sarebbe costoso dover utilizzare ogni volta un cane nuovo?

      3 – Quella dei cosmetici anche è una bufala. In Europa la sperimentazione animale per i cosmetici è vietata dal 2005, e dal 2012 è vietata anche sui singoli ingredienti dei cosmetici. Inoltre è vietato introdurre nuovi prodotti che siano stati sperimentati su animali.

      4 – La storia dei “tanti scienziati che sostengono l’esistenza di metodi alternativi” è ugualmente falsa. Leggi qui

      5 – Non esistono “vivisezionisti” la vivisezione (sezione di un animale vivo) è vietata da più di vent’anni. E come fai a dire che noi ricercatori dovremmo essere più aperti verso i metodi alternativi quando siamo noi stessi che lavoriamo per svilupparli?

      Dato che tu hai aperto il tuo commento dicendomi cosa trovi offensivo, ti dico cosa trovo offensivo io: trovo offensivo che la gente commenti e dia lezioni senza documentarsi minimamente.

  5. Pingback: Si prega di non dar da mangiare ai giornalisti | Infinite forme bellissime e meravigliose

  6. Pingback: 6/06/2013

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