No agli OGM in Italia. Sul serio?

Volevo scrivere qualcosa a proposito del vergognoso voto di oggi alla camera, con cui viene approvata una mozione che impegna il governo ad applicare la clausola di salvaguardia contro qualsiasi coltivazione OGM nel nostro paese, indipendentemente dalla sua reale necessità. La clausola di salvaguardia si dovrebbe applicare per quei prodotti per i quali siano emersi nuovi elementi. Qui invece la si vuole applicare a priori su prodotti approvati in sede europea, cioè che hanno subito tutti i controlli necessari per farli approvare dall’EFSA, l’organo di controllo europeo per la sicurezza degli alimenti (allo stato attuale si tratta di uno solo). Tale mozione si basa su premesse false e antiscientifiche, e inoltre è in  palese contrasto con la normativa europea, il che espone l’Italia al rischio di pesanti sanzioni, di nuovo.

I parlamentari, soprattutto quelli con una formazione scientifica, non si sono neanche degnati di spiegare il perché del loro voto, come invece era stato loro richiesto.

Purtroppo il tempo non mi consente di andare a fondo come vorrei, e considerato il mio umore in questo momento rischierei di scrivere e pubblicare cose di cui potrei pentirmi. Faccio quindi mie le parole di Moreno Colaiacovo, uno dei coordinatori di Dibattito Scienza:

Oggi la Camera ha votato all’unanimità (!) una mozione contro gli OGM, fregandosene del parere dell’UE, dell’EFSA e delle società scientifiche italiane. Uno schiaffo alla scienza dettato non dai fatti, ma dalla demagogia e dalla ricerca del consenso elettorale. Si dà la colpa alle multinazionali, dimenticando che le lobby vere, da noi, sono altre. Sono quelle associazioni ipocrite che osteggiano gli OGM, però vendono mangimi OGM agli allevatori italiani. Si dà la colpa alle multinazionali, dimenticando che è proprio il clima da caccia alle streghe che circonda gli OGM ad aver aperto la strada allo strapotere di Monsanto e company. Quale aziendina italiana lavorerebbe a un San Marzano OGM resistente ai virus, se alla prima sperimentazione in campo un branco di delinquenti glielo distruggono? Certo, dicono che lo fanno per proteggere il Made in Italy, dimenticando che la gran parte dei prodotti tipici italiani deriva da animali alimentati con OGM. Perché non bloccare anche le importazioni, se gli OGM sono così terribili? Ipocriti.
In un giorno triste come questo, vorrei ricordare la figura di Robert Gibbon Johnson, un colonnello americano che il 26 settembre 1820, secondo la leggenda, mangiò davanti a una folla sbalordita un frutto allora ritenuto velenoso. Non era un OGM. Era un pomodoro.

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4 thoughts on “No agli OGM in Italia. Sul serio?

  1. io credo che il reale problema degli OGM non sia tanto la pericolosità della quale non mi preoccupo affatto, quanto in primo luogo del reale rischio della perdita di biodiversità, che è una ricchezza enorme della quale mi rendo conto ogni giorno di più ogni qual volta che vado al supermercato e trovo una sola varietà di frutta o verdura; in secondo luogo non credo in fin dei conti della reale utilità della ricerca in questo senso : immaginate se tutti coltivassimo un solo pomodoro resistente ad un tal parassita; bene, parassiti, virus ed altri microrganismi sono i grado di evolversi in pochissimo tempo e di adattarsi alle difese dell’ospite.
    Inoltre perchè investire tanto in ricerche su OGM e non nella reintroduzione di varietà di piante che tradizionalmente sono adattate da millenni a questo o quel dato ecosistema e che peraltro arricchiscono le nostre tavole con sapori e proprietà nutrizionali eccezionali?
    Per quanto riguarda la fame nel mondo è inutile che ci nascondiamo, a mio avviso, dietro il fatto che siamo tanti e che tocca sfamarci tutti: piuttosto di coltivare mango e banane non sarebbe meglio dedicare le terre coltivabili a coltivazioni realmente in grado di sfamare tutti gli esseri umani oppure di evitare di usare mais ed altri legumi e cereali per produrre biocombustibili?
    grazie e ciao a tutti

    • Ma come fai a parlare di biodiversità in agricoltura? Si vede che non sai cosa significa biodiversità. La biodiversità in agricoltura non esiste. I campi coltivati sono gli ecosistemi a più bassa biodiversità della terra, forse secondi solo ad alcuni deserti.
      Secondo, oggi per far resistere le verdure ai parassiti e ai virus le riempiamo di pesticidi (sì, anche quelle bio), e i virus dopo un po’ si adattano e diventano resistenti. Non è meglio poter fare la stessa cosa senza pesticidi chimici? Fra l’altro si sta vedendo che nel caso di alcuni OGM i parassiti ci stanno mettendo molto di più ad adattarsi, quindi funziona molto meglio di un pesticida.
      Le nostre colture hanno avuto millenni per adattarsi a questo ecosistema? Ti svelo un segreto, i pomodori e il mais nel 1500 in Europa non esistevano, ma quali millenni? E, soprattutto, nessun vegetale coltivato (OGM o meno) è in equilibrio con l’ecosistema. Fatti un giro in uno dei migliaia di campi abbandonati sulle nostre montagne e dimmi se ci vedi resti di coltivazioni. Se fossero in equilibrio a distanza di anni dovremmo ritrovarli lì, e invece non se ne trova traccia.
      Proprietà nutrizionali eccezionali? Sì, come per esempio il golden rice, un riso OGM che grazie al suo alto contenuto di vitamina A salva oltre un milione di bambini dall’avitaminosi.
      Coltivazioni realmente in grado di sfamare tutti gli esseri umani? Per esempio un mais che rende il doppio usando la metà delle risorse? Come ottenerlo? Indovina un po’?

  2. Pingback: Mozione anti-OGM: vince l'Italietta ipocrita e disinformata - Italia che Raglia

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