Una royalty non si nega a nessuno

E quindi si scoprì che quello che gli agricoltori ripetevano da anni, e che cioè tutte le varietà vegetali sono soggette a royalties era, ohibò, vero.

La Valle del Siele

Può capitare che, rimettendo a posto un vecchio mazzo di fatture, l’attenzione si posi per la prima volta con attenzione su una particolare dicitura. Nulla di nuovo, per chi questo genere di documenti se li fa scorrere tra le dita con una certa frequenza. Ma proprio questa consuetudine, finora, aveva impedito di dare il risalto che merita a certi particolari. Allora può capitare di notare per la prima volta che è scritto, nero su bianco e a norma di legge, che “i semi di varietà di cereali sono soggette al pagamento di royalties a favore del costitutore“.

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Ohibò. Non sarà quindi che, come abbiamo ripetuto fino a farci venire il concetto a nausea, la favola secondo la quale gli OGM legano mani e piedi gli agricoltori alle multinazionali attraverso i brevetti è, per l’appunto, una favola, e che per tutte le varietà brevettate si pagano royalties, almeno nei…

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Gli italiani finiranno a raccogliere pomodori in Bangladesh perchè hanno creduto ad una serie infinita di stronzate (con la cultura si mangia eccome, parte II)

Un’interessantissimo post che analizza l’opera di convincimento effettuata dalla nostra classe dirigente, basata sul postulato che la cultura (nella sua accezione più larga, comprese la scienza e la ricerca) è del tutto inutile per il nostro paese. E noi, fessi, ci crediamo.
Poi non venitemi a dire che non è vero che si sta effettuando una sistematica opera di distruzione della scienza e della ricerca nel nostro paese.

Elenatorresani

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Se tutto va bene, i nostri figli saranno più ignoranti di noi, che già ci difendiamo alla grande.
Se tutto va bene, i nostri figli diventeranno braccia e forza lavoro per raccogliere pomodori in Bangladesh. E se in Bangladesh i pomodori non crescono, speriamo ci sia altro da raccogliere, altrimenti sono fottuti.

Ecco i luoghi comuni con i quali i politici e la maestranze ci hanno rincoglionito, ed ecco i dati che li smentiscono. Sono tutte falsità che sapevamo essere falsità, ma i dati fanno impressione. Leggeteli, perché la conoscenza è l’unica via di salvezza che abbiamo.

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L’annus horribilis della scienza italiana

Una fredda e lucida analisi di quello che sta succedendo alla scienza in Italia. È stato davvero un anno in cui la politica, i media e persino la magistratura hanno fatto del loro peggio su questo fronte. Eppure non si tratta forse di argomenti di primo piano per il nostro paese? Non si parla di salute pubblica, di sicurezza alimentare, di dissesto idrogeologico?
All’elenco fatto da quelli de La Valle del Siele vorrei aggiungere l’incendio della Città della Scienza, rivelatosi doloso, perfetta immagine di quello che sembra essere il destino della scienza in Italia.

La Valle del Siele

Libertiamo – 23/05/2012

Facciamo un breve elenco, limitandoci agli episodi più significativi degli ultimi 12 mesi:

12 giugno 2012: un ordinanza del ministero dell’ambiente obbliga il prof. Eddo Rugini, biotecnologo della facoltà di agraria dell’Università della Tuscia, a dare il via alla distruzione delle piante sperimentali transgeniche (olivi, kiwi e ciliegi) sulle quali stava lavorando da decenni.

22 ottobre 2012: un tribunale dell’Aquila condanna Enzo Boschi e gli altri scienziati della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile per omicidio colposo. La “colpa”? Non avere informato correttamente la popolazione aquilana sull’imminenza della forte scossa di terremoto che il 6 aprile 2009 ha causato la morte di 309 persone.

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Non solo incompetenti complottisti che credono alla bufala del chip sottocutaneo, in parlamento per fortuna è entrato anche qualcuno che che ha competenza e serietà da vendere. Buona fortuna Ilaria!

OggiScienza

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ASCOLTA IL PODCAST!

POLITICA – Oltre ad essere il parlamento più giovane di sempre ed aver incrementato notevolmente il numero di donne, entrano in politica alcuni scienziati. Tra questi Ilaria Capua (abbiamo già parlato di lei qui e qui) direttrice Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Capolista in Veneto per la lista Scelta Civica di Mario Monti alle recenti elezioni, l’abbiamo intervistata per capire il suo punto di vista nei confronti del rapporto tra scienza e politica.

Quando è nata l’idea di entrare in politica?

L’idea è nata il 6 gennaio quando mi ha chiamato Mario Monti: mi ha chiamato in maniera del tutto inattesa chiedendomi un aiuto e un contributo specifico nella mia area di competenza.

Cosa l’ha fatta accettare?

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Se Grillo, Berlusconi e Monti fanno scena muta (edit)

Se Grillo, Berlusconi e Monti fanno scena muta (edit). Reblogged from Siediti e scrivi due lettere, CC-BY-NC 3.0 IT

 

Più di una volta ho parlato di Dibattito scienza, un gruppo di appassionati e giornalisti di scienza che ha l’intento di portare i temi scientifici al centro, o almeno in un posto che gli si avvicini, del dibattito politico.

Qualche post più sotto presentavo l’ultima iniziativa: 10 domande ai candidati premier (Bersani, Giannino, Ingroia, Monti, Grillo e Berlusconi). Lo chiamai Chi non risponde non vince.

Se avessi poteri divinatori (ma da scettico tendo al no) tre dei candidati farebbero davvero una brutta figura alle prossime elezioni: Grillo, Monti e Berlusconi.

Hanno risposto solo Giannino, Bersani e Ingroia con risposte molto diverse e di diversa qualità e quantità (più articolate Bersani e Giannino -quest’ultimo forse con una leggera tendenza a parlare  di economia un po’ ovunque, ma d’altronde Fare è nato con quell’intento primario- mentre Ingroia ha dato molte risposte ideologiche e scolastiche) ma l’importante è che abbiano risposto così da avere basi per discutere.

A fare la brutta figura sono Mario Monti -un professore universitario che quando interrogato fa scena muta fa anche una figura pessima-, Berlusconi che forse era intento a preparare la bomba-cazzata-shock sulla restituzione dell’Imu in contanti e sul condono fiscale o sul restituirci il tappetto del Drugo e gli è mancato il tempo (20 giorni) per trovare una velina qualsiasi per buttare giù due risposte in croce e, infine, Beppe Grillo, il fenomeno politico nato su internet che è quasi impossibile da rintracciare per un gruppo come il nostro nato come lui su internet e dal basso.

Comunque, questi tre soggetti si sono dimostrati poco seri, preferendo glissare su domande che attengono il futuro di questo Paese, come l’istruzione, le politiche energetiche e di smaltimento dei rifiuti, la ricerca e la gestione del territorio. Insomma c’erano in mezzo molti temi che un politico non può non affrontare in una campagna elettorale seria di una Paese che vuole essere serio. Rispondere alle domande dei cittadini è il primo dovere di un politico e di un candidato premier.

Bersani (per due volte, perché ha risposto ad altre domande anche in occasione delle primarie del Pd), Giannino e Ingroia hanno invece scelto la via  della serietà e rispondere, sottoponendo le loro idee al giudizio dei cittadini che da oggi, grazie alla spinta di Dibattito scienza, hanno 10 nuovi punti per ognuno dei tre per farsi un’idea su chi e cosa votare.

Io diffido dai politici che non rispondono ai cittadini ma passano tutto il tempo in tv a fare promesse o a profetizzare catastrofi se vincono gli altri. Un politico che fa scena muta su temi importanti è un politico che non merita voti e non merita di governare un Paese.

Grazie dunque a Ingroia, Giannino e Bersani e ai loro partiti.

Le risposte le potete trovare qui e potete confrontare quelle di due candidati per volta se volete, in modo da poter paragonare le diverse soluzione date agli stessi temi e farvi un’idea più completa in modo più semplice.

Se invece volete portavi appresso tutte le domande con le relative risposte e leggervele con comodo, il pdf è qui.

Ovviamente, avendo dato il suo grandissimo e fondamentale supporto per tutta a tutta l’iniziativa, anche il mensile Le Scienze gli ha dedicato una pagina e il direttore Marco Cattaneo vi ha scritto un post preoccupato (anche per altri motivi, ma tutto si collega) sul suo blog.

edit dell’8 febbraio:

Con qualche giorno di ritardo, ma alla fine il M5S ha risposto alle domande affidandosi ad un gruppo di persone. Le risposte si possono trovare nei link già segnalati nel post. Ottima cosa, anche se rispettare le scadenze per non avvantaggiarsi delle risposte altrui e delle critiche su quelle risposte  non sarebbe stato male. Berlusconi e Monti invece taciono sempre.

edit del 9 febbraio:

Alcuni appartenenti al M5S hanno minacciato querele nei confronti de Le Scienze (a comunicarlo è il direttore stesso che domani scriverà un post a riguardo sul suo blog) per le risposte consegnate a Dibattitoscienza e pubblicate sul sito internet della rivista (che è partner fondamentale dell’iniziativa). Pare che addirittura alcuni dei firmatari delle risposte stesse abbiano minacciato la querela. A quanto sembra tutto il casino è nato dopo che alcuni attivisti hanno letto questa risposta alla domanda numero 10, quella sulla sperimentazione animale (la “mia”):

La risposta del Movimento 5 Stelle
L’uso degli animali nella ricerca biomedica è ancora di fondamentale importanza. Questo campo deve essere fortemente normato e controllato, per evitare abusi, e minimizzare le sofferenze ed il disagio degli animali, salvaguardando gli scopi di salute pubblica.

*Le risposte sono state scritte con i contributi di Fabrizio Bocchino, Federica Daga, Filippo D’Amico, Giovanni Di Caro, Giorgio Di Marzo, Claudia Mannino, Angelo Nicotra, Riccardo Nuti e i partecipanti ai gruppi tematici. Il dettaglio delle proposte programmatiche del M5S scaturisce da gruppi di studio liberi, a cui chiunque può partecipare.

Si è scatenato un putiferio (per ora leggibile nei commenti qui), perché Grillo si è sempre dichiarato contrario alla sperimentazione sugli animali e credo che questo abbia portato molti a seguirlo come un profeta. Si leggono anche accuse di aver inventato le risposte, cosa francamente ridicola, e probabilmente giocheranno sul cavallo di battaglia che i giornali “inventano” notizie contro Grillo. Di nuovo, ridicolo. La mia opinione è che si sono accorti che quella risposta (che era pure sensata) portava via il consenso “di pancia” di buona parte dei seguaci e così si sono inventati questa ennesima guerra. Io non ci casco e il vaffanculo, questa volta, se lo becchino i grillini, almeno il mio: vaffanculo.

Le risposte verranno eliminate dal sito e   il M5S  per me farà la parte di un movimento pieno di buffoni (e querelatemi questo se ci tenete tanto, basta che non scriviate in maiuscolo come IDIOTI).