No agli OGM in Italia. Sul serio?

Volevo scrivere qualcosa a proposito del vergognoso voto di oggi alla camera, con cui viene approvata una mozione che impegna il governo ad applicare la clausola di salvaguardia contro qualsiasi coltivazione OGM nel nostro paese, indipendentemente dalla sua reale necessità. La clausola di salvaguardia si dovrebbe applicare per quei prodotti per i quali siano emersi nuovi elementi. Qui invece la si vuole applicare a priori su prodotti approvati in sede europea, cioè che hanno subito tutti i controlli necessari per farli approvare dall’EFSA, l’organo di controllo europeo per la sicurezza degli alimenti (allo stato attuale si tratta di uno solo). Tale mozione si basa su premesse false e antiscientifiche, e inoltre è in  palese contrasto con la normativa europea, il che espone l’Italia al rischio di pesanti sanzioni, di nuovo.

I parlamentari, soprattutto quelli con una formazione scientifica, non si sono neanche degnati di spiegare il perché del loro voto, come invece era stato loro richiesto.

Purtroppo il tempo non mi consente di andare a fondo come vorrei, e considerato il mio umore in questo momento rischierei di scrivere e pubblicare cose di cui potrei pentirmi. Faccio quindi mie le parole di Moreno Colaiacovo, uno dei coordinatori di Dibattito Scienza:

Oggi la Camera ha votato all’unanimità (!) una mozione contro gli OGM, fregandosene del parere dell’UE, dell’EFSA e delle società scientifiche italiane. Uno schiaffo alla scienza dettato non dai fatti, ma dalla demagogia e dalla ricerca del consenso elettorale. Si dà la colpa alle multinazionali, dimenticando che le lobby vere, da noi, sono altre. Sono quelle associazioni ipocrite che osteggiano gli OGM, però vendono mangimi OGM agli allevatori italiani. Si dà la colpa alle multinazionali, dimenticando che è proprio il clima da caccia alle streghe che circonda gli OGM ad aver aperto la strada allo strapotere di Monsanto e company. Quale aziendina italiana lavorerebbe a un San Marzano OGM resistente ai virus, se alla prima sperimentazione in campo un branco di delinquenti glielo distruggono? Certo, dicono che lo fanno per proteggere il Made in Italy, dimenticando che la gran parte dei prodotti tipici italiani deriva da animali alimentati con OGM. Perché non bloccare anche le importazioni, se gli OGM sono così terribili? Ipocriti.
In un giorno triste come questo, vorrei ricordare la figura di Robert Gibbon Johnson, un colonnello americano che il 26 settembre 1820, secondo la leggenda, mangiò davanti a una folla sbalordita un frutto allora ritenuto velenoso. Non era un OGM. Era un pomodoro.

Il texano ubriaco – Aggiornamento

L’iniziativa di Dibattito Scienza contro il rilascio di crediti scolastici per la conferenza di Giuliani di cui parlavo nel mio precedente post ha avuto un discreto successo. La lettera è stata inviata alle scuole ed ora sarà contattata anche la stampa. Staremo a vedere le reazioni.

Luca di Fino (Background noise) fornisce una lista completa di tutti i partecipanti all’iniziativa, che ripubblico volentieri. Nell’unirmi personalmente ai ringraziamenti a quanti hanno partecipato chiedo a tutti di continuare a dare visibilità all’iniziativa. Può sembrare una piccola cosa, ma personalmente credo che se non ci impuntiamo sull’educazione scolastica dei nostri ragazzi non riusciremo mai a creare una Cultura scientifica degna di questo nome nel nostro paese.

Ecco tutti quelli che hanno pubblicato l’appello:

Al Tamburo Riparato
La curva dell’energia di legame
Background Noise
Scienze e dintorni
Popinga
L’orologiaio miope
Martino Benzi
Worlds outside reality
Scientificast.it
Scientificando
Siediti e scrivi due lettere
Io Non Faccio Niente
Sudtv.it
Oca Sapiens
La voce idealista
Scetticamente.it
Il gonnellino di etabeta
bUFOle & Co
Leucophaea
Questione della decisione
Le Scienze
Infinite forme bellissime e meravigliose
Query, rivista ufficiale del CICAP
Bios-project
Fisici per il mondo

Ed ecco i firmatari della lettera:

Marco Fulvio Barozzi, blogger scientifico e insegnante
Luca Di Fino, ricercatore TD Dip. Fisica, Università Tor Vergata
Aldo Piombino, blogger scientifico
Simone Angioni, chimico, Università di Pavia, Segretario Associazione Culturale Scientificast
Marzia Bandoni, esperta e-learning
Martino Benzi, ingegnere
Paolo Bianchi, blogger scientifico, Associazione Culturale Scientificast
Marco Casolino, Primo Ricercatore INFN e Dip. Fisica, Università Roma Tor Vergata
Pellegrino Conte, professore associato di Chimica Agraria, Università degli Studi di Palermo
Carlo Cosmelli, docente di Fisica, Dipartimento di Fisica, Università Roma Sapienza
Marco Ferrari, giornalista scientifico
Mario Genco, Dibattito Scienza
Milena Macciò, Dibattito Scienza
Silvano Mattioli, Dibattito Scienza
Marco Messineo, fisico, Dibattito Scienza
Silvia Onesti, Elettra-Sincrotrone Trieste
Giuseppe Perelli, studente di dottorato in Scienze Computazionali e Informatiche
Lisa Signorile, biologa e blogger scientifica.
Fabrizio Tessari, Dibattito Scienza
Luca Vanini, studente in Ingegneria Meccanica
Bruna Vestri, blogger
Veronica Zaconte, fisico
Giovanni Ponzio, ingegnere civile
Dario De Marchi
Marco Cameriero, studente
Luigi Buccelletti, medico chirurgo, odontoiatra, blogger
Marco Bruno, imprenditore
Roberto Natalini, Matematico, Dirigente di Ricerca del CNR
Giuseppe Lipari, Professore associato di Sistemi di Elaborazione dell’Informazione, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
Daniele Oppo, cronista free lance, blogger (quasi) scientifico
Rosalba Cocco, insegnante di scuola Primaria
Enrico Bo
Camillo Galante, architetto, libero professionista
Moreno Colaiacovo, bioinformatico
Domenico Barbato, Laureato in fisica, studente alla magistrale di astrofisica e fisica teorica
Paolo Amoroso, divulgatore scientifico
Paolo Valente, fisico
Emanuela Guizzo
Matteo Cardinali, fisico particellare, Helmholtz-Institut, Mainz
Alessandro Venieri, funzionario geologo, Provincia di Teramo
Angelo Minisci
Brunello Tirozzi, Ordinario di Fisica Matematica, Università di Roma “La Sapienza”
Giovanni Vittorio Pallottino, già professore ordinario di Elettronica, Università di Roma “La Sapienza”
Carlo Mariani, Professore di Struttura della Materia, Università di Roma La Sapienza
Marco Ferraguti, Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano
Warner Marzocchi, INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Fabio Bruni, Docente di fisica, Dipartimento di scienze, Università di Roma Tre
Martina Pugliese, studentessa dottorato Fisica Sapienza Università di Roma
Antonio Piersanti, Sismologo, INGV
Ignazio Verde, genetista, ricercatore
Simone Rossi, Studente di Scienze e Tecnologie Agrarie
Federico Marini, studente magistrale in Scienze Geologiche
Edoardo Volpi Kellermann, musicista, scrittore, blogger, appassionato di scienza
Igor Lanese, MSc, PhD in Ingegneria Sismica e Sismologia
Renato Angelo Ricci, Presidente dell’Associazione Galileo 2001, Professore emerito dell’università di Padova
Paolo Gasparini, Professore Emerito Università di Napoli Federico II
Giuseppe Codispoti, PostDoc Universita’ di Bologna & INFN Bologna
Sandro Ciarlariello, studente di dottorato in astrofisica, Institute of Cosmology and Gravitation, Portsmouth
Domenico Barbato, studente magistrale in Astrofisica e Fisica Teorica, Torino
Marco Isopi, docente di Matematica, Dipartimento di Matematica, Università Roma Sapienza
Giulia Paccagnella, studentessa di Scienze Geologiche
Andrea Mazzoleni, astrofilo e appassionato di scienza e tecnica
Giuseppe Felici, fisico
Giulio Valentino Dalla Riva, PhD candidate @ Biomathematical Research Centre, University of Canterbury, Christchurch, New Zealand
Piero Patteri, ricercatore INFN – Laboratori Nazionali di Frascati
Annarita Ruberto, docente di Matematica e Scienze, Scuola sec. di 1° grado
Giorgio Trenta, consigliere Galileo 2001
Maurizio Nagni, Fisico, Software Engineer, STFC (UK)
Silvia Bencivelli, giornalista scientifica
Lapo Casetti, ricercatore, dipartimento di fisica e astronomia, università di Firenze
Alessandro Amato, Ricercatore Sismologo, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Cristian Consonni
Sandro Cantoni, Geologo libero professionista e insegnante
Aldo Winkler – Tecnologo, Istituto Nazionale di Geofisica & Vulcanologia
Alberto Michelini, Dirigente di ricerca INGV
Alessio Piatanesi, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Antonino Mostaccio, INGV – Osservatorio Etneo, Ct
Boris Behncke, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Maurizio Bonafede, Department of Physics & Astronomy – Section Geophysics, University of Bologna
Laura Sandri
Lucia Margheriti, Centro Nazionale Terremoti, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Francesca Pacor – I Ricercatore – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Ingrid Hunstad – INGV Roma
Maria Teresa Mariucci, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Isidoro Ferrante, Ricercatore dipartimento di Fisica, Università di Pisa
Paola Montone, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Licia Troisi, 2nd University of Rome “Tor Vergata”
Francesco Mele, Ricercatore INGV
Paolo Pascucci, blogger
Stefano Pucci, Sez. Sismologia e Tettonofisica, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Francesca Di Stefano, Redazione Centro Editoriale Nazionale (coordinatore), INGV
Andrea Rovida, tecnologo – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Milano
Giuseppe Giuliani, Dipartimento di Fisica, Pavia
Fabrizio Romano, INGV
Giuseppe Merigo
Fabrizio Galadini, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Massimo Nespoli, Fisico, dottorando in geofisica presso: INGV-Sez Bologna
Marica Fulginiti
Patrizia Tosi, primo ricercatore, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Roberta Sparvoli, Ricercatore Dipartimento di Fisica, Università di Roma Tor Vergata
Claudio Chiarabba, Dirigente di Ricerca INGV
Luca Nori, Geologo
Angelica Crottini, Biologa
Giulio Valli, Consigliere dell’Associazione Scientifica Galileo2001 per la libertà e la dignità della Scienza
Elisabetta La Torre, Fisico
Gianfranco Pradisi, ricercatore TI
Paolo Papale, Dirigente di Ricerca, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Chiara P. Montagna, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sezione di Pisa
Paolo Micheloni
Daniele Bailo – INGV
Mirko Morini, ricercatore, Università degli Studi di Ferrara
Giuseppe De Natale, Dirigente di Ricerca INGV-Osservatorio Vesuviano
Maria Letizia Terranova, Università di Roma “Tor Vergata”
Antonella Amoruso, Dipartimento di Fisica Università di Salerno
Luca Crescentini, Dipartimento di Fisica Università di Salerno
Riccardo Reitano, Fisico, Università di Catania
Giancarlo de Gasperis, ricercatore, Dipartimento di Fisica — Università di Roma “Tor Vergata”
Maria Rosaria Dilella
Fabio Bredolo, medico
Monica de Simone, CNR IOM
Velia Minicozzi, Ricercatrice, Tor Vergata
Teresita Gravina, laureata in scienze geologiche e PhD in Geofisica e Vulcanologia
Giorgio Gianotto, direttore Codice edizioni
Ilaria Zanardi, ricercatrice all’IBF-CNR
Laura Bonaventura, dottoranda in chimica e blogger
Sylvie Coyaud, Giornalista scientifica, Il Sole-24 Ore/Oggi Scienza
Giovanni Spataro, redattore Le Scienze
Marco Frasca, fisico teorico e blogger
Tobia Paternò, Software Quality Engineer
Roberto Verolini
Giada Tagliaboschi, studentessa di Geologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma
Stefano Giovanardi, Planetario di Roma
Daniela Pantosti, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Spina Cianetti, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Alessandro Pizzella, Dipartimento di Fisica e Astronomia – Universita’ di Padova
Antonio Meloni, Fisico Dirigente di Ricerca, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Franco Mistretta, insegnante di Scienze – Roma
Daniela Germani, dottore di ricerca in Scienze della Terra (Università degli Studi di Milano)
Paola Castrucci, Dipartimento di Fisica, Università Roma Tor Vergata
Barbara Sciascia, ricercatrice INFN
Umberto Fracassi, geologo, ricercatore (precario) presso l’INGV dal 2003
Mauro Zunino socio C.I.C.A.P.
Claudia Antolini, dottoranda in astrofisica presso la SISSA, Trieste
Francesca Sartogo, insegnante, docente Mat. e Fis. scuola sup. II grado, PhD, blogger, genitore
Micol Todesco, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Nicola Montemezzo, ingegnere elettronico
Licia Faenza, Ricercatrice Istituto Nazionale Geofisica Vulcanologia
Lucia Zaccarelli – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
Luigi Galati, medico
Paola Bruscoli, Research Fellow, Department of Computer Science, University of Bath
Antonio Gandolfi, Presidente AIF – Associazione per l’insegnamento della Fisica
Viviana Amati, insegnante
Edoardo Del Pezzo
Fulvio Turvani, tecnico aeronautico
Massimino Baldracco
Michele Lucente, dottorando in fisica
Martina Tindara Mazza
Sergio Ciuchi, prof. Associato, Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche, Università dell’Aquila
Francesca Bianco, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sez. Osservatorio Vesuviano
Nicoletta Foschi, insegnante
Claudia Gaballo
Mariangela Cestelli, Ricercatrice INFN, fisica
Soffio Di Falco
Ian Postuma, dottorando in fisica nucleare dell’università di pavia
Emiliano Barbaini, web designer
Cristina Rovelli, biologa, dottoranda presso l’università di Pavia
Gaia Pedrolli, insegnate di Fisica nella scuola superiore, Firenze
Giacomo Tarsi
Furio Bassani
Giovanni Perini – ARI, Sezione di Fidenza – Progetto SDT “Segnali Dalla Terra”
Simona di Tullio, biologa
Michela Alfè, chimica, ricercatrice CNR
Luigi Cerri, sismologo, dipendente della Fondazione Idis-Città della Scienza
Maria Valeria Ruggiero, Ecology and Evolution of Plankton, Stazione Zoologica “Anton Dohrn”
Guido Gonzato, informatico, dottorato in Geofisica
Federica Sgorbissa, giornalista scientifica
Fulvio Turvani, tecnico aeronautico
Massimino Baldracco
Michele Lucente, dottorando in fisica
Paolo Balocchi, cittadino Italiano, Laureato in Geologia, Scout ed Educatore
Ivan Sartorato, ricercatore CNR
Gianluca Galeotti, Laureando in Scienza dei Materiali
Fabrizio Leporini
Dario De Marchi, studente e blogger
Maria Grazia Ciaccio
Antonio Fanelli
Paolo Casale – dottore in Fisica, Laboratorio di sismologia, INGV
Claudia rege Cambrin, progettista software
Giampaolo Gratton
Antonio Valente, ingegnere informatico
Massimo Baldan, blogger, ex-commerciante, cittadino
Gherardo Piacitelli, fisico teorico, SISSA di Trieste
Francesca Quareni, professore associato di Fisica del Vulcanismo-INGV
Stefano Marcellini
Domenico caruso
Silvio Lamberti – Studente in Ingegneria Meccanica
Enrico Gazzola, Dottorando in Fisica, Università di Padova
Fabrizio Benedetti, Chercheur FNS senior, Université de Lausanne
Gianfranco Agnusdei Pensi, ingegnere
Giorgio Zerbinati, amministratore locale e divulgatore
Fabrizio di Caprio, chimico industriale
Antonio Ficarra, progettista strutture edilizia civile e industriale
Elena Tosato
Marilena Berera
Paolo Peranzoni, ex insegnante di Fisica
Roberto Corsini, senior scientist, CERN-Ginevra.
Corrado Venturini
Marco Ricchiuti, studente liceale, sezione scientifica
Simone Ricci, imprenditore nella comunicazione
Matteo Spada, ricercatore Paul Scherrer Institute, Villigen PSI Svizzera
Davor Jovic
Monica Poppi
Federico Bo, ingegnere informatico, Roma
Massimo Della schiava, geologo, ex sismo-vulcanologo INGV, blogger scientifico
Paolo Giacobazzi
Paola Peresin, biologa Venezia
Paolo Balbarini, laurea in Fisica con specializzazione in sismologia
Martino Marisaldi, ricercatore Istituto Nazionale di Astrofisica
Ilaria Zanetti, Trieste
Niccolò Dainelli, geologo, Firenze
Antonio Crespi, matematico, Varese
Olivia Levrini, ricercatrice in Didattica della fisica, Università di Bologna
Manuela Cirilli, fisico e comunicatore scientifico CERN
Giuseppe Molteni, ricercatore in analisi Università statale di Milano
Flavio Mariani, dottorando in Fisica presso Università di leiden
Antonio Sidoti, fisico, ricercatore INFN, Roma
Luca Demattè, fisico e tecnologo
Riccardo Gatto, statistico ed economista, primo ricercatore presso ISTAT
Alberto Reani, blogger
Daniele Defilippi, studente scienze mfn
Emanuela Guizzo
Romeo Gentile a.k.a. LeFou
Cristiana Castaldo, laureata in biotecnologie, ricercatrice
Samuele Arcidiacono
Luca Zeni
Alessandro Sabatino, fisico ambientale e blogger
Chiara Levolella
Massimiliano Todisco
Corrado Zanella, ordinario di Geometria, Università di Padova
Daniele Goretti
Paola Forlenza, fisico
Simone DiPasquale
Anna Rita Longo
Giuliana Galati
Claudia Rege Cambrin, progettista software
Carla Citarella, operatore artistico, libero professionista
Annarita Ruberto, docente di Scienze e Matematica, Scuola Sec. 1° grado
Nicolino Lo Gullo, assegnista presso il Dipartimento di Fisica dell’Università degli studi di Padova
Carmelo Di Mauro, psicologo, blogger
Andrea Ricci, informatico
Antonella Camalleri, casalinga
Luca Croce, consulente informatico
Massimo Pacifici, medico
Anita Eusebi, matematica, docente a contratto presso l’Università degli Studi di Camerino
Marco Marazza, consulente aziendale e formatore
Maurizio Cassi, statistico e analista econometrico. Pubblica amministrazione, Roma
Filippo Solinas, Dibattito Scienza
Anna Maria D’Amore
Mauro Fornara
Marco Cattaneo, direttore di Le Scienze, National Geographic e Mente&Cervello
CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale
Scientificast, Associazione cuturale per la divulgazione scientifica

AGGIORNAMENTO – 18/4

Sono intervenuti anche:

Crediti formativi per le bufale scientifiche: una lettera di protesta | Oggi Scienza
Credito disinformativo | Ocasapiens
Frascati, bufera sull’incontro con Giampaolo Giuliani, l’uomo che sostiene di prevedere i terremoti | Il Mamilio
Terremoti: polemiche sulla conferenza di Giuliani sulla previsione dei sismi in programma a Frascati | Meteoweb

Per dovere di cronaca riporto anche gli interventi a favore di Giuliani:

Scienza: l’offensiva del pensiero unico. Ingerenza nelle scelte didattiche di otto scuole | Enzo Pennetta

A lezione di tiro dal texano ubriaco

Da parecchi anni ormai nelle scuole italiane è in vigore il sistema dei crediti formativi, una sorta di “punteggio” ottenuto grazie alla media dei voti e alle attività extracurricolari, che andrà ad influire sul voto finale dell’esame di maturità. Gli studenti sono quindi incoraggiati a partecipare ad altre attività formative oltre alle lezioni. Queste attività possono essere offerte dalla scuola stessa o da altri. E fin qui tutto bene. Lodevole direi.

Va un po’ meno bene quando andiamo a vedere quali attività consentono l’assegnazione dei crediti, attività che quindi sono considerate in qualche modo “formative”. È saltato fuori pochi giorni fa che alcune scuole di Frascati e dintorni considerano formativa una certa conferenza che si terrà venerdì prossimo nell’ambito della rassegna Frascati Ambiente, organizzata, fra gli altri, dall’associazione Italia Nostra. Nulla di strano, se non fosse che la conferenza si intitola È possibile prevedere i terremoti? ed il relatore è nientemeno che Giampaolo Giuliani.

Per i soliti due o tre lettori che avessero vissuto su un altro pianeta, Giampaolo Giuliani è uno che di lavoro farebbe il tecnico nei laboratori di fisica delle particelle del Gran Sasso, ma che per hobby va in giro sostenendo di poter prevedere i terremoti con largo anticipo grazie ad un metodo di sua invenzione basato sulle emissioni di radon e sulla posizione reciproca di terra sole e luna. Destarono molto scalpore le sue dichiarazioni secondo cui avrebbe previsto il terremoto dell’Aquila del 2009 e altri terremoti verificatisi in Italia.

La correlazione tra terremoti ed emissioni di Radon è ben conosciuta, e fu studiata in California negli anni 70 e in seguito a Taiwan. Sono stati effettuati anche degli studi in Italia, negli anni 90. Si è scoperto che tali emissioni possono avvenire in taluni casi nelle ore precedenti o in quelle successive ad un terremoto. Il problema tuttavia è che nella maggior parte dei casi le emissioni di Radon ci sono senza che segua alcuna scossa, dimostrandosi quindi del tutto inutili come sistema predittivo.

texas

Il metodo del Texas Sharpshooter

Il metodo che Giuliani usa per “prevedere” le scosse in realtà non ha nulla a che fare né col radon né col perielio del sistema terra-luna né con l’addensarsi dell’energia nelle faglie. Il metodo usato da Giuliani è quello noto come the texas sharpshooter (il tiratore texano). Si tratta di una tecnica piuttosto semplice: immaginatevi un texano ubriaco che spari con la sua pistola contro un muro. I suoi proiettili colpiscono più o meno a caso, ma in certe zone del muro ci saranno più buchi di proiettili che in altre. Una volta finiti i colpi il nostro texano si avvicinerà al muro e dipingerà dei bersagli nei punti in cui ci sono più buchi. Quando arriveranno i suoi amici il cowboy non dovrà fare altro che vantarsi: «guardate!» dirà «sono un gran tiratore, ho colpito i bersagli un sacco di volte e solo pochi colpi sono andati fuori!».

Così fa Giuliani: emette parecchie previsioni, tutte molto vaghe sia sul luogo che sul momento della scossa, ma tutte incentrate più o meno su zone sismiche. È  questione di semplice probabilità che prima o poi in una delle zone interessate dalle previsioni (o nelle sue vicinanze) un terremoto si verifichi sul serio. A quel punto Giuliani non deve far altro che dire «Io l’avevo detto!» e mostrare la sua previsione corretta.

Il problema sorge quando qualche amico poco furbo ci casca e decide di farsi dare lezioni di tiro dal texano ubriaco. Sicuramente non imparerà a sparare, e potrebbe anche fare male a qualcuno. La diffusione senza contraddittorio, e di fronte ad una platea “sensibile” come quella costituita dagli studenti delle scuole superiori, di fesserie come quelle propagandate da Giuliani di certo non può essere definita formativa, e le scuole che incoraggiano gli studenti a parteciparvi vanno contro la loro stessa funzione.

Sulla questione per fortuna sono intervenuti quelli di Dibattito Scienza, che hanno deciso di scrivere una lettera di protesta ai dirigenti scolastici e agli organizzatori della manifestazione. Sul caso ha scritto anche Le Scienze e vari blogger decisamente e giustamente indignati che ad idee antiscientifiche di questo genere venga data tale dignità.

C’è tempo fino a stasera per aggiungersi ai firmatari della lettera. Si possono inviare le proprie adesioni a petizionegiuliani@outlook.com. Di seguito il testo integrale della petizione coi primi firmatari.

Ai signori Dirigenti Scolastici e Consigli di Classe:

Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” – Via Cesare Minardi 14 – Frascati
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “M. Pantaleoni” – Via B. Postorino 27 – Frascati
Liceo Classico “Marco Tullio Cicerone” – Via Fontana Vecchia 2 – Frascati
Istituto Tecnico Commerciale “Michelangelo Buonarroti” – Via Angelo Celli 1 – Frascati
Liceo Scientifico “Bruno Touschek” – Via Kennedy – Grottaferrata
Scuola Superiore “Giovanni Falcone” – Via Garibaldi,19 – Grottaferrata
Scuola Superiore “San Nilo” – Piazza Marconi, 7 – Grottaferrata
Istituto Salesiano Villa Sora – Via Tuscolana, 5 – Frascati

e, per conoscenza:
Italia Nostra – Settore Educazione al Patrimonio –educazioneformazione@italianostra.org

Oggetto: Crediti formativi per conferenza Giampaolo Giuliani

Egregi Signori,

scriviamo per richiedere una vostra presa di posizione in merito all’evento del titolo “È possibile prevedere i terremoti?”, che si terrà il 19 Aprile a Frascati. Questo evento prevede la presenza di Giampaolo Giuliani, che ha recentemente fatto parlare di sé perché sostiene di poter prevedere i terremoti osservando le emissioni di radon, affiancato da Leonardo Nicoli, direttore della Fondazione Giuliani.

Dobbiamo con rammarico osservare che un’associazione meritoria, Italia Nostra, offra il proprio patrocinio a un evento in cui un signore che si muove all’esterno della comunità scientifica può liberamente divulgare le sue opinabili ipotesi su un tema alquanto delicato e sensibile, il tutto senza alcun contraddittorio. Certamente ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, il rammarico nasce dalla perentorietà di certe affermazioni del signor Giuliani, che non risultano a tutt’oggi verificate (vedi approfondimento allegato), diffuse sull’onda emotiva in un paese che negli ultimi anni ha avuto a che fare con eventi sismici particolarmente distruttiviIl rammarico si trasforma però in sdegno nell’apprendere che la partecipazione a questo incontro verrà considerata come credito formativo per gli studenti, nonostante non ci sia alcun riconoscimento ufficiale delle idee del Sig. Giuliani, né da parte del MIUR né da parte di altri Istituti che si occupano di territorio, a qualunque titolo.

Una cosa che vorremmo fosse insegnata agli studenti è che qualunque teoria riguardante fenomeni naturali deve umilmente sottoporsi al giudizio di tutti coloro che studiano, nei vari aspetti, questo stesso fenomeno (peer-review). Questo giudizio dovrà avvenire attraverso procedure standard, che non possono prescindere da metodologie condivise di indagine; dall’elaborazione di ipotesi e previsioni potenzialmente verificabili; da adeguata pubblicazione dei risultati sperimentali; dal controllo di esperti indipendenti; dalla verifica sperimentale indipendente delle ipotesi formulate, ecc.

L’insieme di queste procedure non è un capriccio di qualche fantomaticoestablishment; al contrario, queste regole hanno lo scopo di garantire una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile. Esse costituiscono il metodo scientifico, che si è andato costruendo nel corso dei secoli con il contributo di tutti coloro che si occupano di Scienza e di Conoscenza, nella consapevolezza che la conoscenza scientifica ha come giudice unico la Natura stessa, non un’autorità terrestre, non sicuramente l’opinione pubblica. Chi si colloca al di fuori di queste pratiche collaudate – che, proprio in virtù del fatto di ammettere la possibilità di errore, forniscono gli strumenti per individuarlo e correggerlo – si colloca al di fuori del mondo della scienza.

Purtroppo – e l’esame delle cause sarebbe lungo e complesso – in questi ultimi anni in Italia stiamo assistendo al fiorire di sedicenti “ricercatori indipendenti” in vari campi del sapere; personaggi che si fanno vanto dell’essere “emarginati dalla scienza ufficiale”, e trovano così la maniera di diventare noti all’opinione pubblica, propugnando fantomatiche “scoperte eccezionali”, rifiutate a causa di chissà quali indegni complotti. Questivenditori di illusioni giocano spesso con la sofferenza delle persone, e trovano chi li sostiene per meri interessi politici, ideologici od economici.

Contemporaneamente viene sottovalutato, non finanziato, ostacolato il lavoro di tanti ricercatori seri (spesso precari e malpagati) la cui colpa è quella di non far parte del grande circuito mediatico, di non “far notizia”. Il vero scandalo non è il presunto ostracismo verso Giuliani o quelli come lui: il vero scandalo è che l’Italia destina sempre meno risorse alla ricerca seria, all’Università, all’Istruzione, mettendo una seria ipoteca sul nostro futuro come nazione sviluppata e costringendo molti dei nostri ingegni più brillanti a trasferirsi all’estero. Dare legittimità agli outsider come Giuliani di certo non aiuta a muoversi in questa direzione.

In conclusione chiediamo a tutti voi, Dirigenti Scolastici e Docenti, di dare la massima visibilità a questo documento e di non riconoscere, in sede di consiglio di classe, crediti formativi a fronte della presentazione dell’attestato di frequenza all’evento. Possiamo suggerire, in alternativa, la partecipazione all’incontro “La previsione dei terremoti: tra miti e realtà” di Warner Marzocchi, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV, che si terrà il 18 aprile ore 16-18 presso il Dipartimento di Fisica, Università la Sapienza, Aula Amaldi.

Ci auguriamo, ove possibile e compatibilmente con il carico didattico, che quanto scritto funga da stimolo per aprire una discussione con gli studenti sull’importanza di una corretta e rigorosa informazione scientifica.

Distinti saluti.

Marco Fulvio Barozzi, blogger scientifico e insegnante
Luca Di Fino, ricercatore TD Dip. Fisica, Università Tor Vergata
Aldo Piombino, blogger scientifico
Simone Angioni, chimico, Università di Pavia, Segretario Associazione Culturale Scientificast
Marzia Bandoni, esperta e-learning
Martino Benzi, ingegnere
Paolo Bianchi, blogger scientifico, Associazione Culturale Scientificast
Marco Casolino, Primo Ricercatore INFN e Dip. Fisica, Università Roma Tor Vergata
Pellegrino Conte, professore associato di Chimica Agraria, Università degli Studi di Palermo
Carlo Cosmelli, docente di Fisica, Dipartimento di Fisica, Università Roma Sapienza
Marco Ferrari, giornalista scientifico
Mario Genco, Dibattito Scienza
Milena Macciò, Dibattito Scienza
Silvano Mattioli, Dibattito Scienza
Marco Messineo, fisico, Dibattito Scienza
Silvia Onesti, Elettra-Sincrotrone Trieste
Daniele Oppo, cronista free lance e blogger
Giuseppe Perelli, studente di dottorato in Scienze Computazionali e Informatiche
Lisa Signorile, biologa e blogger scientifica
Fabrizio Tessari, Dibattito Scienza
Luca Vanini, studente in Ingegneria Meccanica
Bruna Vestri, blogger
Veronica Zaconte, fisico
Ignazio Verde, primo ricercatore, CRA – Centro di Ricerca per la Frutticoltura, Roma

Scienza, ora che succede?

ec07_for_scienceLe elezioni si sono svolte e abbiamo un vincitore. Anzi no, non lo abbiamo. Però in compenso abbiamo un giocatore in più rispetto all’ultima volta. Sto parlando naturalmente del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che ha ottenuto un risultato straordinario e in parte inaspettato. È lecito quindi chiedersi che succederà adesso. Mentre inizia il solito balletto degli accordi, dei non accordi e degli appoggi esterni qualcuno si sta chiedendo quale sarà ora il destino della scienza e della ricerca in Italia. Qualcuno potrebbe rispondere che non sono certo temi fondamentali per il paese, ma se ci si ferma qualche secondo in più a riflettere ci si renderà conto che stiamo invece parlando di cose come la salute pubblica, il risparmio energetico o la sicurezza idrogeologica, tutti temi che fondamentali per il paese lo sono eccome.

Perché è necessario che la scienza sia centrale nel dibattito politico? Sostituite la parola “competenza” alla parola “scienza” e avrete la risposta. Se vogliamo parlare di economia ci rivolgeremo ad un economista, giusto? Se vogliamo parlare di diritto del lavoro ci rivolgeremo ad un giuslavorista, giusto? Ecco, allora non si vede perché per parlare di ricerca biomedica ci dobbiamo rivolgere ad un’ex indossatrice di calze (qualunque riferimento a parlamentari del PDL che senza alcuna competenza in materia portano avanti emendamenti alla legge europea sulla sperimentazione animale è puramente casuale). L’idea che i temi scientifici si possano affrontare senza competenza nasce dalla confusione tra democrazia e dittatura della maggioranza, nonché dall’ignoranza di un dettaglio fondamentale, e cioè che la scienza non è democratica.

Veniamo ora al punto, cosa ci propone Grillo per la scienza? Andando a vedere il programma la prima cosa che si nota è l’ambiguità dello stesso. Pochi punti molto generali, spesso scritti in maniera difficilmente comprensibile e sempre approssimativi. Quel poco che c’è si può analizzare nel dettaglio, e lo ha già fatto La Voce Idealista. Le sezioni che ci interessano sono energia, salute e ricerca.

La sezione energia si può liquidare subito. Una serie di buoni propositi sul recupero degli sprechi energetici domestici ed industriali, senza che venga specificato quali sono questi sprechi e come li si dovrebbe ridurre. Si nota un’eccessivo amore per i combustibili fossili,  dai quali dovremmo invece cercare di sganciarci, fino ad arrivare a suggerire l’installazione di generatori a carburante in tutte le case e luoghi pubblici (alla faccia della riduzione di emissioni). Parallelamente si esclude qualsiasi forma di recupero energetico dai rifiuti solidi, dimenticandosi che questo processo, se fatto coi rifiuti giusti (per esempio le biomasse) e con le giuste modalità produce emissioni bassissime, fino ad arrivare in alcuni casi alla situazione apparentemente paradossale in cui l’aria che esce dall’inceneritore è più pulita di quella che sta fuori. Neanche una parola sulle fonti energetiche solare ed eolica, neanche una parola (ma questo era prevedibile) sul nucleare. Si notano segni di incompetenza diffusa, come la confusione tra le unità di misura (kW e kW-h non sono la stessa cosa!) o l’ignoranza di cosa voglia dire “fonti rinnovabili”.

La sezione salute non va meglio. Dopo una serie di punti generici sull’equità del sistema sanitario e sulla riduzione degli sprechi arrivano un paio di frasi che fanno gelare il sangue. Una riguarda i farmaci: «Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci “di marca” […] e più sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione» (grassetto mio). La frase sulla maggior sicurezza non ha alcun senso. Su quale principio ci si basa per dire che qualunque farmaco il cui brevetto è scaduto è più sicuro di un farmaco nuovo? Semmai potrebbe essere vero il contrario, comunque i profili di sicurezza vanno valutati per ogni singolo farmaco. E poi che cosa si propone qui, di disincentivare la produzione e l’approvazione di nuovi farmaci?! Spero di aver frainteso. È  fondamentale per la salute pubblica che nuovi farmaci vengano messi in commercio costantemente. Si parla sia di farmaci per quelle malattie che oggi non hanno ancora una cura, sia di farmaci che curano le stesse patologie di altri, ma con dei vantaggi rispetto ai farmaci più vecchi, come maggior efficacia, minori effetti collaterali, maggior sicurezza o maggior praticità. Disincentivare tutto questo avrebbe effetti gravissimi. Quanto ai generici è sicuramente giusto incentivarne l’uso, ma bisogna ricordare che l’equivalenza totale tra il generico e il brand non esiste, e che in ogni caso la scelta di quale farmaco prescrivere spetta sempre al medico.

Micrografia elettronica a trasmissione del papilloma virus umano. National Institute of Health – Public Domain

La seconda frase che mi ha lasciato basito è questa: «Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva),ridimensionandone la portata, perché spesso risponde a logiche commerciali» (grassetto mio). Ora, è vero che la prevenzione primaria è importantissima, ed è anche vero che sarebbe corretto informare le persone che gli screening sono uno strumento potente ma limitato, ma perché mai bisognerebbe “ridimensionarne la portata”? Risponderà pure a logiche commerciali, ma anche il cibo biologico o l’iscrizione in palestra si pagano, e quindi rispondono a logiche commerciali, ma questo non ci dice nulla sui loro effetti sulla salute. L’unica fonte che andrebbe usata per parlare di effetti sulla salute sono gli studi epidemiologici, e questi ci dicono gli screening e la diagnosi precoce salvano ogni anno centinaia di migliaia di persone, “ridimensionarne la portata”, come vorrebbero Grillo e co. sarebbe un atto criminale. Senza contare che non tutte le malattie possono essere prevenute con uno stile di vita sano. Si pensi per esempio al cancro della cervice uterina, che è causato dal papilloma virus: l’unica protezione è data dal vaccino e dagli screening periodici, uno stile di vita sano non modifica di un bit il rischio di insorgenza.

Quanto poi al ridurre gli sprechi nella sanità si potrebbe cominciare vietando nelle strutture pubbliche le cialtronerie alternative, delle quali nel Movimento 5 Stelle abbondano i fan.

Veniamo ora alla stringatissima sezione ricerca. Anche qui l’ambiguità è massima. A parte alcune proposte apertamente ideologiche che sono in parte condivisibili, c’è una cosa curiosa, un termine ricorrente: ricercatori indipendenti. Che cosa significa? Se questo termine lo usassi io, includerebbe i ricercatori universitari, quelli degli istituti pubblici (ISS, CNR ecc.) e quelli degli istituti privati senza scopo di lucro (Istituto Mario Negri, IFOM, IEO ecc.). Praticamente resterebbero esclusi solo quelli (esigua minoranza) che hanno una precisa mission aziendale. Ma detto dal M5s il termine sembra assumere un significato diverso. Del resto, se nel termine “indipendenti” rientrassero quasi tutti i ricercatori, che bisogno ci sarebbe di specificarlo? E perché in un’altra sezione si sente il bisogno di specificare che vanno erogati finanziamenti anche alla ricerca universitaria? L’interpretazione peggiore possibile è che l’uso del termine in questo caso sia lo stesso che se ne fa negli ambienti “complottari”, cioè in pratica che si riferisca a ciarlatani e disinformatori, quelli delle scie chimiche e dei terremoti elettromagnetici. L’interpretazione migliore possibile è che chi l’ha scritto non avesse idea di cosa stava scrivendo. Tuttavia, data la totale mancanza di chiarezza non è possibile dare giudizi precisi.

DS-300x243E per tutto quello che non è incluso nel programma? Beh, qualcuno aveva provato a porre delle domande prima delle elezioni, ma non è finita bene. Paradossalmente la domanda che ha destato più scalpore, quella più strettamente scientifica e meno politica, quella sulla sperimentazione animale, era una delle poche in cui il M5s faceva bella figura, ma la risposta aveva un piccolo problema: non coincideva col pensiero di Grillo. Il riassunto della vicenda lo trovate qua, la sua morale è una sola: per quanto non espressamente specificato nel programma vale quanto scritto da Grillo nel suo blog, anche se a titolo personale e in tempi remoti.

E quali sono le posizioni di Grillo sui temi scientifici? Anche qui nulla di buono, purtroppo.

Paesi con poliomielite endemica, confronto tra il 1988 e il 2006. Nel momento in cui scrivo in India non si registra un caso di Polio da oltre due anni, può essere quindi eliminata dai paesi “in rosso”.

Grillo è un antivaccinista convinto. Crede alla bufala/truffa di Wakefield, vorrebbe che ciascuno potesse decidere liberamente se fare o meno le vaccinazioni che oggi sono obbligatorie, non concepisce che l’obbligo a vaccinarsi sia dovuto alla protezione della salute popolazione (se non ti vaccini metti in pericolo tutti quelli che ti circondano, perché rischi di far venir meno l’immunità di branco) e che quindi c’è un interesse pubblico che prevale sul privato. Nella sua smania del ritorno ai “bei tempi andati” non si è premurato di chiedere a qualche anziano com’era crescere quando ci si poteva ammalare di poliomielite o di difterite, malattie che l’igiene e gli stili di vita sani non prevengono.

Grillo ritiene che l’HIV/AIDS sia una grande truffa, sostiene che l’HIV non esista e che comunque non causi l’AIDS, dando credito alle ormai sconfessate teorie di Duesberg, nonché ad una serie di ridicole teorie del complotto. Che effetto avrà tutto questo sulla ricerca sull’HIV e sulla lotta all’AIDS nel nostro paese?

Grillo è un sostenitore del metodo Di Bella, una terapia contro il cancro che fu testata senza successo negli anni novanta. Una delle bufale più in voga al momento sostiene che questa cura in realtà funzionerebbe ma che sarebbe tenuta nascosta dalle cattive case farmaceutiche colluse col ministero della sanità. Ecco, Grillo crede questo, cosa si devono aspettare le migliaia di ricercatori che cercano ogni giorno nuove cure che funzionino e le migliaia di medici che ogni giorno il cancro lo curano davvero?

Grillo è contro la sperimentazione animale, che come tutti quelli che non si vogliono informare chiama impropriamente “vivisezione”. Su questo tema ho già scritto in un precedente post, in ogni caso c’è chi ha trattato l’argomento molto meglio di me.

Grillo è contro gli OGM, e dà credito a bufale e mistificazioni varie, come quella del “pomodoro antigelo”, che a suo dire avrebbe ucciso diverse persone, cosa impossibile, dato che non è mai esistito. Tutto mentre l’agricoltura in Italia rimane arretrata rispetto al resto d’Europa.

Grillo è un fan di Giampaolo Giuliani, il ciarlatano che sostiene di poter prevedere i terremoti e plaude alla sentenza che ha condannato i geofisici per non aver avvertito la popolazione del terremoto dell’Aquila. A tal proposito rimando ad una lettera dell’Associazione Nazionale Giapponese di Ingegneria Sismica, i cui estensori sono forse i maggiori esperti mondiali di terremoti, e che certo non sono interessati alla politica italiana.

Non voglio dare giudizi sul personaggio, anche se di chi ha definito Rita Levi Montalcini una “vecchia puttana” non posso certo avere una buona opinione, ma piuttosto mettere in chiaro che, in un momento in cui la scienza e la ricerca in Italia non versano certo in buone condizioni, queste sono le battaglie che speriamo di non vedere mai in parlamento, e contro cui combatteremo con tutte le nostre (modeste) forze, nella speranza che alla base delle decisioni che verranno prese ci sia la competenza della comunità scientifica, e non la prepotenza di chi urla più forte.

Un piccolo promemoria “elettorale”

DS-300x243Mentre ci accingiamo a recarci alle urne per esercitare il nostro principale strumento di partecipazione democratica e decretare così il futuro del nostro paese, segnalo a quei pochi che non le avessero ancora lette le risposte alle domande di Dibattito Scienza. Potete trovarle qui.

Purtroppo alle domande hanno risposto solo Bersani, Giannino e Ingroia. Monti e Berlusconi non pervenuti, quanto al movimento 5 stelle ho recentemente rebloggato questo post di Daniele Oppo, in ogni caso trovate un esaustivo riassunto dell’intera triste vicenda sul sito di Le Scienze, che ha entusiasticamente appoggiato l’iniziativa. Iniziativa che, vorrei ricordarlo, è partita dal basso, coinvolgendo studenti, ricercatori, blogger, appassionati di scienza e infine anche parte della stampa.

Forse la scienza potrebbe non apparire il tema più importante per il dibattito politico, soprattutto in tempi come quelli in cui viviamo, tuttavia leggendo le domande ci si rende conto che in realtà riguardano temi di primo piano, di grande attualità, e che affrontarli sarà fondamentale per la vita del nostro paese. Penso che un voto consapevole non possa prescindere dalla conoscenza delle posizioni dei candidati su questi temi.

Ora gli strumenti per decidere ce li avete, recatevi alle urne e fate una scelta, possibilmente usando la testa e non la pancia, ché nonostante le ultime ricerche sul sistema nervoso enterico non mi risulta sia l’a parte del corpo deputata al ragionamento.

Altri consigli non è mio compito darli, buona democrazia a tutti!