Happy birthday Charles!

Happy birthday Charles

Si è appena concluso il compleanno di uno dei più grandi scienziati che siano mai vissuti, sicuramente il più  grande tra i biologi e i naturalisti. Il nostro Charles ha compiuto la bellezza di 204 anni.

Mentre la teoria, composta (uso questa parola perché oltre che un modello scientifico la teoria dell’evoluzione è anche un’opera d’arte) tra il 1844 e il 1858 continua a crescere e comincia addirittura a trovare applicazioni per la salute umana, continuiamo a scoprire le meraviglie che la natura ci riserva, e tutto grazie al genio di questo grande uomo.

Certo, Darwin ebbe anche la fortuna, se così si può chiamare, di vivere nell’epoca “giusta”. Proprio in quegli anni infatti i naturalisti si interrogavano sul significato dei fossili, e la parola “adattamento” cominciava a comparire sempre più spesso nei loro scritti. Il giovane Charles, in quanto studente di teologia a Cambridge, si era formato sulla Teologia Naturale di William Paley, il quale vedeva nell’adattamente la volontà di Dio e un segno miracoloso del suo intervento sul mondo. Appare evidente come questa spiegazione non sia stata trovata soddisfacente dal nostro eroe.

Un altro motivo per il quale il diciannovesimo secolo era un buon momento per essere un naturalista sta nel fatto che bastava uscire dall’Europa e avere un buono spirito d’osservazione per scopire un numero imprecisato di specie animali e vegetali ancora ignote alla scienza.

Viaggio dell'HMS Beagle. Wikimedia Commons CC-By-SA 3.0 Unported

Viaggio dell’HMS Beagle. Wikimedia Commons CC-By-SA 3.0 Unported

Fu così che nel 1831 Darwin, per una serie di fortunate coincidenze (riguardo alle quali consiglio la lettura del saggio Il gluteo sinistro di Gorge Canning e l’origine delle specie di Stephen Jay Gould, disponibile in italiano nella raccolta Bravo Brontosauro) fu invitato come “gentiluomo” a bordo dell’His Majesty’s Ship Beagle del capitano Robert FitzRoy. Il viaggio fu un successo, sia dal punto di vista esplorativo (per esempio furono i primi europei a vedere il Cerro Chalten, ribattezzato per l’occasione Mount FitzRoy, nome che porta tuttora) sia da quello naturalistico: al ritorno in patria Darwin pubblicò  Zoology of the Voyage of H.M.S. Beagle in cui, aiutato da altri autori, descriveva e classificava i numerosi campioni e fossili che aveva raccolto.

Tuttavia Darwin non era ancora soddisfatto. Quello che aveva osservato, le specie che aveva descritto, gli avevano mostrato che qualcosa non andava nel modo dei suoi contemporanei di concepire la natura. Ebbe un idea e decise di sperimentarla. Avviò così qualcosa di molto simile ad un moderno studio sperimentale, usando come modello i colombi viaggiatori, all’epoca disponibili in gran numero.

In quegli anni pubblicò diverse opere, sia descrittive che teoriche, ma gli ci vollero quindici anni prima di poter presentare alla Linnean Society la sua più grande realizzazione. Ispirandosi infatti ai Principi di Geologia di Charles Lyell e al Saggio sui principi della popolazione di Thomas Malthus presentò nel 1858 L’Origine della Specie, il libro destinato a creare il più grande cambiamento di paradigma che la storia della scienza ricordi dopo il sistema eliocentrico.

Charles Darwin in un ritratto di George Richmond

Charles Darwin in un ritratto di George Richmond

Il resto lo sappiamo tutti, come sappiamo che c’è ancora chi ritiene, per motivi ideologici, religiosi o per semplice ignoranza, che la teoria dell’evoluzione sia inaccettabile. Queste persone nella loro ignoranza o, peggio, nella loro malafede dichiarano che l’evoluzione sarebbe un argomento “controverso” e che esisterebbero “numerosi scienziati” che la negano, ma che vengono messi a tacere dalla “casta” scientifica dominante.

Ovviamente sono boiate, ma oggi non vogliamo pensare a loro, non vogliamo perdere tempo a discutere o a confutare le loro ridicole obiezioni una per una. Oggi vogliamo celebrare un grande scienziato e un grande uomo, oggi abbiamo una sola cosa da dire.

Buon compleanno Charles!

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Infinite forme bellissime e meravigliose

Charles DarwinÈ interessante contemplare una plaga lussureggiante, rivestita da molte piante di vari tipi, con uccelli che cantano nei cespugli, con vari insetti che ronzano intorno, e con vermi che strisciano nel terreno umido, e pensare che tutte queste forme così elaboratamente costruite, così differenti l’una dall’altra, e dipendenti l’una dall’altra in maniera così complessa, sono state prodotte da leggi che agiscono intorno a noi. […] Così, dalla guerra della natura, dalla carestia e dalla morte, direttamente deriva il più alto risultato che si possa concepire, cioè la produzione degli animali superiori. Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione di vita, con le sue diverse forze, originariamente impresse dal Creatore in poche forme, o in una forma sola; e nel fatto che, mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l’immutabile legge della gravità, da un così semplice inizio infinite forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano a evolversi.

da Charles Darwin, L’origine della specie, explicit